Una settimana fa arriva una mail cumulativa per la festa della donna, dal testo che pressapoco fa Auguriatuttemenomalechecisietevoi.
Il mittente è l'Illusionista.
L'Illusionista- quando occhi verdi, lineamenti perfetti e buon odore 24/7 in masculo ventenne richiedevano tempo variabile tra pit-stop e persempre- si prodigò nell'ultimo anno di liceo della Nostra nel seguente numero: induzione di clamoroso crush con altrettanto clamorosa scomparsa, giusto un mesetto prima della maturità. Il trucco c'era ma non si vedeva: ragazza nascosta dietro le quinte che gliela diede a velocità non percepibile all'occhio umano.
All'epoca si godeva di un'autostima e di una capacità di giudizio delle situazioni meno solide di adesso, e la cosa lasciò strascichi per qualche mese. Non ero abbastanza, dove dopo abbastanza si aggiungeva a seconda del momento un diverso aggettivo. Ora ci si rende conto che l'unica spiegazione era che non ero stata abbastanza veloce, ma essendomi rassegnata ai miei tempi biblici in tutto, ho assolto lui, i suoi ormoni e le mie arti femminili fino al naturale oblio. Lei? Beh, lei è già stata punita. Si è sposata tre anni fa.
Tornando ad oggi, leggo la mail, trovo che sono ancora registrata nei contatti con un vezzeggiativo e chiudo.
Il mio inconscio inizia a torturarmi per due notti di seguito con sogni ricorrenti in cui l'Illusionista fa capolino più volte. Siccome so che l'unico modo per placarlo (l'inconscio) quando mi agita davanti i fantasmi e le loro catene è chiudere i conti con lo spettro in questione, mi decido per una rapida mail con cui sotterro l'ascia di guerra per sempre. Gli racconto quindi degli ultimi cinque anni, di cosa ho fatto e di dove sono stata. Una mail normale, di lunghezza decente, carina ma non troppo.
Mai ricevuto mail di risposta tanto poco comunicativa e distratta. Non un punto, non uno! Un eccidio di punti di sospensione in compenso. La noia.
Il bello di affrontare i fantasmi a volte è scoprirli così carne e ossa e sentirsi l'unico essere dall'altro pianeta nei paraggi, il che non è necessariamente un male.