Sexy come un calzino

un prodotto di nicchia esportato a Dublino
martedì, 27 maggio 2008

No Sex and another City

Domani finalmente Ze movie sarà nelle sale. Caroline ed io (più forse Phil, per non ben specificati motivi e spero non per deliziarci tutto il tempo con la sua imitazione di Miranda) alle quattro e mezzo in punto andremo a vedere di che si tratta. Anche se sospetto che vorrò subito correre ai ripari e al primo Hmv procurarmi le stagioni che mi mancano (dalla seconda alla sesta, per abbienti benefattori di passaggio) per cancellare il ricordo di quanto ho appena visto. Lo so. Oppure magari appena uscita mi rimetto in fila per Indiana Jones, perché vuoi mettere i poteri taumaturgici di un film con Shia LaBeouf (sbaaaaav).

Comunque sì, John and friends che guardacaso sanno tutto della serie ma disdegnano l'uscita al cinema perché quaranta minuti di Carrie ce la faccio ma due ore no hanno le loro opinioni sui personaggi. Opinioni già esternate qualche settimana fa e che hanno rianimato la conversazione ieri al pub. C'è che a metterle in classifica dalla più gnocca alla meno per loro Charlotte stravince (come tira la donna angelicata nessuna, Dante ci aveva visto lungo). Seguita da Samantha e poi a seconda di chi si trovi più irritante, Miranda o Carrie.
Caroline obietta a quel punto che una classifica su una rivista Usa metteva Miranda al primo posto. E loro in coro sicuramente una classifica fatta da donne.
Vero. Che teneva conto di tutto, personalità inclusa.
E a quel punto John, tutto serio, beh ma allora come personalità Samantha primo posto.

Of course.

Ad ogni modo, alla vigilia di un film tanto inutile quanto atteso, un saluto particolare alla Milazzo, al suo letto a due piazze in piazza Azzarita, alle pause studio-Eletti, alla sua personale visione di chi sarebbe come chi mentre percorrevamo via Mascarella- indovinate chi mi toccò- e a tutta la sorellanza sparsa per il mondo. Che Jimmy Choo ce la mandi buona, in colore moda e magari in saldo, va'. Sempre.

update (vagamente spoiler, se hai evitato accuratamente riviste e trailer, non leggere.)

dialogo serale con Eugene, liberamente tradotto.
io: -Ho visto il trailer! Ad un certo punto si vede Carrie che si tinge colo rame, e spero vivamente che quello non sia l'avvenimento chiave dell'intero film.
lui: -Come nel Sesto Senso alla fine ci sarà la rivelazione. Carrie non è una bionda naturale e viene dall'Oklahoma.

Sarebbe un finalone.
rammendato da fraran alle ore 20:02 | link | commenti (12)
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venerdì, 16 maggio 2008

Sperando che il due di picche non ce l'abbia lui

Da ieri notte, ragazzi, qui si gioca a carte scoperte.
Ah sìsì. Eh già.

Che per una che manco sa tenerle in mano, le carte, suona come una cosa importante.

Avendole aperte a ventaglio senza farle cadere- non tutte almeno- e disposte sul tavolo bagnato di acqua condensata, si starà a vedere come si muoverà l'altro.

Vorrei conoscerti meglio, passiamo del tempo insieme le parole più o meno testuali (e con molti meno ehm di mezzo). Più di così non ce la so.
rammendato da fraran alle ore 09:33 | link | commenti (9)
categorie: adolescenza reloaded, pippelandia, widget jones
sabato, 03 maggio 2008

Hangover

Ossia, ho troppo mal di testa per articolare un discorso:
  1. Devo imparare ad avere una qualunque forma di cena prima di uscire con John and company. Devo salvaguardarmi.
  2. Il Fisico, da ubriaco, diventa Molesto&Gentiluomo. E si sapeva. Ma l'imprevedibilità delle cose carine che dice è sempre destabilizzante, soprattutto se questo accade quando sarebbe il caso che non ci si scambiasse una parola, giusto per non dare impressioni sbagliate a colui sul quale si sta cercando di lasciare impresso qualcosa.
  3. Come illo non abbia ancora capito niente, non me lo spiego. Ho sentito distintamente aprirsi sulla mia bocca un sorriso a fisarmonica nell'istante in cui me lo son trovato davanti inaspettatamente, dopo che mi era stato detto che non sarebbe venuto. O è molto inconsapevole o è molto disinteressato. Ahi.
  4. Mi sono appena ricordata che il Fisico decantava ad un certo punto il mio gusto nel vestire. Cinque minuti fa ho trovato una patacca di birra molto visibile sul top che indossavo ieri sera. Quando si ha classe, eh beh.
  5. Ho documenti fotografici. Available here.
  6. Uno sconosciuto ci è caracollato addosso da ubriaco nell'unico momento in cui si è stati soli. Stavo chiamando a raccolta il mio coraggio per chiedergli di uscire e poi pluf! questo addosso. Il momento è sfumato, e ricordo solo la Petite Elise rimbrottare lo sconosciuto con un durissimo: EHI! BEHAVE YOURSELF! (con tanto di indice puntato)
  7. In tutto ciò, com'è possibile che abbia speso solo dieci euro?
  8. Ho il dvd di Napoleon Dynamite di OdD, qui sulla scrivania. Ma non ancora il suo numero di cellulare. Il mondo gira alla rovescia, e la mia testa stamattina purtroppo lo segue. (ora vado a fare una colazione che levati)
rammendato da fraran alle ore 12:01 | link | commenti (10)
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mercoledì, 30 aprile 2008

To be or not to beetch

on air: questa, che è senz'altro appropriata.

Io guardo loro e loro guardano la Champions. E mi domando: ma il mondo- e gli uomini- appartengono davvero solo alle *stronze*?
*qui chiamate senza tanti complimenti bitches, dove il termine fa diretto riferimento ad ogni sorta di angheria con cui vessano i loro ometti, controllati a vista, tiranneggiati e genuinamente felici dell'amore egocentrico e prepotente di cui sono oggetto.*
C'è ancora mercato per le donne a basso mantenimento, come le chiamava Harry?
Pioverà venerdì? (C'è in ballo una cosa su un prato, venerdì. Se piove, facciamo di conto di tre settimane senza OdD. Che la mia- so called-  vita sentimentale sia in mano al meteo pur vivendo in questo paese dà l'idea di come sia ridotta.)

Si astengano dai commenti stronze note e ometti vessati. Li ritengo contibuti inutili alla campagna  No more on-the-shelf (che mi si è fatta pure tanta polvere addosso eh).
rammendato da fraran alle ore 20:53 | link | commenti (10)
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lunedì, 21 aprile 2008

Hug, mud, puddle, cuddle

on air: il tormentone di questi giorni.


Domenica mattina, ore otto.
Mi trascino giù dal letto, mi trascino nei vestiti, mi trascino in bagno e poi mi trascino a Dublino nord perché alle dieci parto per un'escursione in montagna col gruppo della DCU. Ho l'energia di un pendolare a Rogoredo alle sei di sera e l'elasticità di un paletto di legno. Da mesi non faccio altro che rimandare l'inizio delle mie lezioni di pilates. Ben mi sta andare a sputare i miei polmoni a Glen of Imail, contea di Wicklow.
Arrivo al ritrovo intabarrata di tutto punto e ad aspettarmi c'è John il Fisico con pantaloni a tre quarti e maniche della felpa arrotolate sui gomiti. Non capirò mai come funzionano certi termometri interni. I ragazzi del gruppo arrivano alla spicciolata, e il muffin della mia colazione on the road- è raro ormai che abbia un pasto in cui sono ferma in un solo posto- rischia di restare intrappolato nell'esofago quando arriva Oggetto del Desiderio. Il mio cervello si lancia in un rapido calcolo di quanto possa scendere nella sua classifica di gradimento- ammesso che ne esista una- dopo una sudata in montagna. Ricordo solo i seguenti passaggi chiave: Cazzo, non mi sono truccata. Ah, ma se poi piove sai che figo il rimmel che mi colava in faccia effetto panda. Ok, sono bianca candeggina e ora di stasera sarò spaventosa. Però lui ha una scuffia nera con striscia gialla fosforescente in testa.
E quindi siccome OdD è vestito peggio, io mi sento subito meglio.

Pronti attenti via, si parte. Un'ora e mezza dopo siamo tutti fermi davanti ad una fiancata di un colle ricoperta di manto erboso e cespugli, alti fino agli stinchi. Mi dico che bello, non corrono come al solito, ho il tempo per la contemplazione del panorama e qualche foto. Io producevo pensieri stupidi di questo tipo, e invece John stava solo cercando di capire da che parte iniziare ad arrampicarsi. Lì, su quella superificie che ad occhio e croce avrà avuto una pendenza del 50%.
Come diceva il saggio? Ah sì: sparatemi adesso.
Trenta minuti dopo, porpora e affannata, mi ritrovo in mezzo ad una nuvola e finalmente sulla cima del colle. Sono il fanalino di coda del gruppo e in pratica rimarrò tale fino alla fine della giornata, mentre incrocerò OdD e le sue gambe lunghissime ed allenatissime solo di sfuggita. Abbastanza per qualche scambio di stupidaggini e un paio di occhiatacce alla giovane Erasmus che lo tampina da che siamo partiti e, che diamine!, ha pure il fiato per flirtarci. Te pozzino.
Chiaramente più mi stanco, più il mio inglese va a ramengo. Non abbastanza da non capire che ad un certo punto, lassù, da qualche parte sui monti di Wicklow, John non ha più idea di dove sia il percorso che ci riporti a terra dai millemila metri su cui ci siamo portati. Anche perché uno che mi confida nell'orecchio I'm fucked! lo capirò sempre.
Penso che nello zaino ho un panino al formaggio, una banana e del cioccolato. Abbastanza fino a domani sì, tanto più che l'acido lattico ormai si è impadronito di ogni mia fibra e manco ho fame. Il cellulare non ha campo da almeno tre ore.
Scenari di ogni tipo inziano a spintonarsi nella mia immaginazione. Ma giusto un attimo prima di rammentare per intero la trama di The Descent (un horror in cui morte coglie un gruppo di escursionisti per mano di esseri ciechi e gelatinosi nel ventre di qualche grotta inglese), OdD mi chiama e mi indica un gruppo di cervi sul dorso del monte successivo. Ok ragazzi, tutti via fuori dalle palle, che qui si ragiona di cervi, avanti. E poi sfodera sorriso e fossette alla vista dei miei scarponi sporchi perché è chiaro che sono così stanca che non provo più nemmeno ad evitare i punti fangosi. Semplicemente ci cammino dentro e me ne tiro fuori prima di affondarci.
Sopraffatta da tanto idillio non mi accorgo che John ha ritrovato il sentiero e che quindi domani vado a lavorare di sicuro.
Altre due ore e arriviamo a valle. Ora ho il coraggio di chiedere alla nostra guida, che ha riacquistato il suo colorito rubicondo, quanti km abbiamo fatto: diciassette, per sei ore di camminata.
Il che giustifica le dodici ore di sonno successive.
Le foto da dentro la nuvola qui. Sperando di riceverne dagli altri, perché causa insufficienza di ossigeno ho fotografato poco e iperventilato tanto.
Embé, e Oggetto del Desiderio? direte voi. Si è congedato con un Bye Francesca, see you very soon.
'A voja.
rammendato da fraran alle ore 21:34 | link | commenti (4)
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martedì, 08 aprile 2008

We are Scientists @ The Ambassador

Premessa: sono contraria a chi mi poga affianco con una pinta di birra in mano. Non pensavo avrei sentito nostalgia della requisizione dei liquidi e dei tappetti di bottiglia, invece sì.

Comunque a parte il motivo per cui ora ho una maglia e un jeans in attesa di vigorosa lavata, mi sono divertita parecchio. I cancelli erano aperti alle sette e mezzo, ed essendo l'Ambassador un posto piccolo- e avendo i WAS fatto sold out- pensavo che me li sarei visti dal fondo. Invece sono sì arrivata tardi ma tutti erano così presi dalla coda al bar o alla toilette, che me ne sono andata  fischiettando direttamente in seconda fila (dietro la solita montagna umana d'ordinanza. Che non era un uomo, ho scoperto poi).

L'attesa è la stessa ovunque, fa male alla schiena anche se lo spazio vitale c'è. Io e Stephen ci facciamo fracassare i timpani insieme agli altri dal gruppo di supporto, tali Boss Volenti, molto metallari appalla.

Dopo un soundcheck infinito finalmente arrivano i WAS e attaccano con Nobody move, nobody get hurt. Quanto basta per scatenare il delirio e far sì che abbandoni la seconda fila centrale per una più vivibile quinta fila sinistra dove Stephen aveva deciso saggiamente di rimanere fin dall'inizio. Mi sposto e mi gioco per sempre l'uso del mio timpano: son troppo vicina alle casse.
Il batterista della composizione originaria ha lasciato il gruppo per altri lidi- che ignoro- e quindi tra una canzone e l'altra sono il cantante Keith e il bassista Chris a conversare e tenere banco con più o meno improvvisati discorsi demenziali. Keith è chiaramente vittima della indie fashion, reso cieco dal ciuffo traverso stile il vento dell'Oceano Pacifico mi pettinò. Chris invece sembra un informatico trapiantato sul palco per sbaglio dalla Silicon Valley ma è alla lunga quello che dei due risulta il più figo.
A poco dall'inizio il cantante annuncia: Our new album was released on the 17th of March. Brain Thrust Mastery, my mum-says-it's-outstanding.
Ovazioni, alé alé. La pirla qui apprende che c'era un nuovo album in circolazione. Ma del resto non sono mai arrivata ad un concerto sapendo le canzoni, quindi che ve lo dico a fare? L'unica differenza è che qui se vai a caso col labiale, ti sgamano tutti perché l'inglese è piuttosto conosciuto.
Comunque, secondo concerto in terra d'adozione ed è stato good craic. C'è gente che già propone accampamenti in tenda ai principali festival estivi, cioè questo e questo. Attenzione: la lettura delle line-up potrebbe causare vertigini, quella dei prezzi addirittura l'asfissia.
rammendato da fraran alle ore 22:32 | link | commenti (8)
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domenica, 23 marzo 2008

Buona paccua, by the way

La casa è vuota. I fratelli Dempsey sono rientrati alla base in Wexford, Anna Lena è ad una festa di amici. Io ticchetto sulla tastiera giusto dopo aver terminato di guardare Misery alla tivù, e infatti ogni tanto muovo i piedi giusto per sapere di avere ancora le caviglie integre.

Di questi giorni l'oroscopo mi dice che è il momento, Ariete, di liberarti da una serie di assurdità insidiose che si sono infiltrate nel tuo cervello quando, da giovane, sei entrato in contatto con libri superati, tradizioni stantie o teorie e insegnamenti sommari. Cerca ispirazione in una saggezza più fresca. Meglio di Brezsny stesso c'è solo la Fra che me lo parafrasa e personalizza in diretta dall'Italia.
 
Ho comprato online il biglietto per un concerto- il secondo in terra d'Irlanda- fidandomi della parola di un ragazzo conosciuto in un pub che l'indomani avrebbe fatto lo stesso e sarebbe poi venuto con me. Chissà se mantiene, Stephen. Comunque io intanto il sette aprile vado a vedere i We Are Scientists.

Per tot nuove conoscenze, ce ne sono alcune vecchie che devono essere stanate a domicilio. Ma poi può darsi che costui non si faccia trovare in casa e che tra la legge di Murphy e quella di Maometto e la montagna, la prima sia nettamente più potente della seconda (cit. Fra).
sabato, 15 marzo 2008

A volte ritornano, ma meglio di no

Una settimana fa arriva una mail cumulativa per la festa della donna, dal testo che pressapoco fa Auguriatuttemenomalechecisietevoi.
Il mittente è l'Illusionista.

L'Illusionista-
quando occhi verdi, lineamenti perfetti e buon odore 24/7 in masculo ventenne richiedevano tempo variabile tra pit-stop e persempre- si prodigò nell'ultimo anno di liceo della Nostra nel seguente numero: induzione di clamoroso crush con altrettanto clamorosa scomparsa, giusto un mesetto prima della maturità. Il trucco c'era ma non si vedeva: ragazza nascosta dietro le quinte che gliela diede a velocità non percepibile all'occhio umano.
All'epoca si godeva di un'autostima e di una capacità di giudizio delle situazioni meno solide di adesso, e la cosa lasciò strascichi per qualche mese. Non ero abbastanza, dove dopo abbastanza si aggiungeva a seconda del momento un diverso aggettivo. Ora ci si rende conto che l'unica spiegazione era che non ero stata abbastanza veloce, ma essendomi rassegnata ai miei tempi biblici in tutto, ho assolto lui, i suoi ormoni e le mie arti femminili fino al naturale oblio. Lei? Beh, lei è già stata punita. Si è sposata tre anni fa.

Tornando ad oggi, leggo la mail, trovo che sono ancora registrata nei contatti con un vezzeggiativo e chiudo.

Il mio inconscio inizia a torturarmi per due notti di seguito con sogni ricorrenti in cui l'Illusionista fa capolino più volte. Siccome so che l'unico modo per placarlo (l'inconscio) quando mi agita davanti i fantasmi e le loro catene è chiudere i conti con lo spettro in questione, mi decido per una rapida mail con cui sotterro l'ascia di guerra per sempre. Gli racconto quindi degli ultimi cinque anni, di cosa ho fatto e di dove sono stata. Una mail normale, di lunghezza decente, carina ma non troppo.

Mai ricevuto mail di risposta tanto poco comunicativa e distratta. Non un punto, non uno! Un eccidio di punti di sospensione in compenso. La noia.

Il bello di affrontare i fantasmi a volte è scoprirli così carne e ossa e sentirsi l'unico essere dall'altro pianeta nei paraggi, il che non è necessariamente un male.
rammendato da fraran alle ore 13:43 | link | commenti (5)
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sabato, 23 febbraio 2008

Give me a chance to hold on

Nelle orecchie: questa

A chilometri da me si sta ancora compiendo l'ennesimo giro di boa di un rapporto che sconvolge ogni volta chiunque abbia a che fare con la boa, il nuotatore e il mare che ci sta attorno.
No, non mi riferisco a George Clooney, alla sua fidanzata fissa e alla sua voglia di paternità. Per quanto anche queste siano dichiarazioni che segnano l'inizio di una nuova era e la fine di un'altra.

Dicevo. Shock emotivi a parte, sto vivendo un po' ai margini questo febbraio a Dublino per necessità di varia natura. Fatto colloquio per tornare ad occuparmi del fumoso (dato il contesto) concetto di fashion per Importante Compagnia di Bandiera Inglese. Ho fatto abbastanza la splendida per pensare che sia andato bene, ma le stone faces mi hanno sempre lasciato perplessa, e la manager che mi ha sottoposto all'estenuante trafila di domande ne era un esemplare. Lunedì so.

Intanto il vento dall'Atlantico si fa sentire, ma non sono le condizioni atmosferiche ad avermi spinto a leccarmi le ferite in solitudine, nelle ultime settimane. E' una questione di orgoglio, di affrontare ciò che ti scuote e risolvere una crisi tra te e quell'altra te armata di revolver, possibilmente senza che la terza te si metta in mezzo con la scatola dei kleenex, offrendone ai presenti mentre tira su col naso. Tutto ciò avviene tra le quattro mura della mia stanza, prima di tornare a mostrare il proprio viso con dei tratti somatici e un'espressione- quella sorridente- che ti riflettono per davvero. Diciamo che il dibattito tra le parti- tutte dotate di ottime argomentazioni- si sta in qualche modo sedando e che la neuro non mi ha ancora trovata.

Nel frattempo parlo più italiano del dovuto, ma mi sono fatta questa concessione in via del tutto eccezionale visto che c'era bisogno di un po' di casa. Concetto che quindi si traduce in un pranzo domenicale di quelli infiniti a base di squisitezze pugliesi e in una festa di compleanno al D-two dove spagnoli, greci e italiani si sono scambiati regali, molto contatto fisico e morsi.

I segni sulla pelle sono l'unica cosa di cui mi sono preoccupata stamattina al risveglio. Ed è stato un sollievo.
rammendato da fraran alle ore 22:28 | link | commenti (8)
categorie: adolescenza reloaded, everyday night fever, pippelandia, hurt me hurt me
sabato, 19 gennaio 2008

De regressu

Consesso semialcolico tra ex compagne di scuola che, dopo reciproco aggiornamento sugli ultimi 2-3 anni di vita, hanno stabilito che se non hai avuto un'adolescenza da nerd, non hai avuto una vera adolescenza. Il fatto che tutte le presenti siano state delle nerd da quattordicenni non inficia il valore dell'affermazione riportata.

La quasi totalità dei compagni di scuola delle elementari sono ora  Omini/Donnine da Prendere in Considerazione. Legge  infallibile, come il pane che cade dalla parte della marmellata o della coda più lenta al casello. Quindi procuratevi un bell'elenco telefonico (per chi appartiene ancora a quelle generazioni di puri che non avevano il cellulare alle elementari) e organizzate subdolamente una reunion della classe 1993, che avrà perlopiù le sembianze di uno speed date.


rammendato da fraran alle ore 15:47 | link | commenti (7)
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Calzino è

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