Sexy come un calzino

un prodotto di nicchia esportato a Dublino
sabato, 03 maggio 2008

Hangover

Ossia, ho troppo mal di testa per articolare un discorso:
  1. Devo imparare ad avere una qualunque forma di cena prima di uscire con John and company. Devo salvaguardarmi.
  2. Il Fisico, da ubriaco, diventa Molesto&Gentiluomo. E si sapeva. Ma l'imprevedibilità delle cose carine che dice è sempre destabilizzante, soprattutto se questo accade quando sarebbe il caso che non ci si scambiasse una parola, giusto per non dare impressioni sbagliate a colui sul quale si sta cercando di lasciare impresso qualcosa.
  3. Come illo non abbia ancora capito niente, non me lo spiego. Ho sentito distintamente aprirsi sulla mia bocca un sorriso a fisarmonica nell'istante in cui me lo son trovato davanti inaspettatamente, dopo che mi era stato detto che non sarebbe venuto. O è molto inconsapevole o è molto disinteressato. Ahi.
  4. Mi sono appena ricordata che il Fisico decantava ad un certo punto il mio gusto nel vestire. Cinque minuti fa ho trovato una patacca di birra molto visibile sul top che indossavo ieri sera. Quando si ha classe, eh beh.
  5. Ho documenti fotografici. Available here.
  6. Uno sconosciuto ci è caracollato addosso da ubriaco nell'unico momento in cui si è stati soli. Stavo chiamando a raccolta il mio coraggio per chiedergli di uscire e poi pluf! questo addosso. Il momento è sfumato, e ricordo solo la Petite Elise rimbrottare lo sconosciuto con un durissimo: EHI! BEHAVE YOURSELF! (con tanto di indice puntato)
  7. In tutto ciò, com'è possibile che abbia speso solo dieci euro?
  8. Ho il dvd di Napoleon Dynamite di OdD, qui sulla scrivania. Ma non ancora il suo numero di cellulare. Il mondo gira alla rovescia, e la mia testa stamattina purtroppo lo segue. (ora vado a fare una colazione che levati)
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categorie: adolescenza reloaded, everyday night fever, widget jones
mercoledì, 02 aprile 2008

Springtime

Siedo sul letto nel mio giorno libero. Mi sto ancora riprendendo dal mix festa di compleanno+ ora legale + scollatura senza sciarpa di sabato scorso (alcuni scatti sul flìcher). La gola brucia, e in casa ho finito le arance e l'acqua.
Al Negozietto tutto bene. Il lavoro è più piacevole e fila via a meraviglia da quando ho orari umani e la possibilità di selezionare la musica in heavy rotation dalle casse.
Gli unici episodi non piacevoli registrati al momento sono: la ragazza con cui a volte divido il turno che si è lamentata della sua SPM con un urlatissimo my boobs hurt nell'ora di punta. Io violacea. Numero due, il tentativo di una vecchina religiosissima di redimere la  pecorella smarrita, fino a che si è allontanata lanciando l'anatema You won't see me anymore but I'll always remember you. Eh, illuminata sulla via dei saldi al 60%. Questa mi mancava.

Comunque siòri e siòre le vere notizie di oggi sono: Ci sono quindici gradi e In Irlanda esistono le api.
Per tutti i miscredenti della primavera irlandese, umpft.

ps: perché gli irlandesi o non rispondono alle mail oppure sì ma tralasciano di rispondere a tutte le domande vitali che avevi posto?
rammendato da fraran alle ore 15:18 | link | commenti (11)
categorie: everyday night fever, pippelandia, dica dottor ross, calzino a dublino
domenica, 23 marzo 2008

Buona paccua, by the way

La casa è vuota. I fratelli Dempsey sono rientrati alla base in Wexford, Anna Lena è ad una festa di amici. Io ticchetto sulla tastiera giusto dopo aver terminato di guardare Misery alla tivù, e infatti ogni tanto muovo i piedi giusto per sapere di avere ancora le caviglie integre.

Di questi giorni l'oroscopo mi dice che è il momento, Ariete, di liberarti da una serie di assurdità insidiose che si sono infiltrate nel tuo cervello quando, da giovane, sei entrato in contatto con libri superati, tradizioni stantie o teorie e insegnamenti sommari. Cerca ispirazione in una saggezza più fresca. Meglio di Brezsny stesso c'è solo la Fra che me lo parafrasa e personalizza in diretta dall'Italia.
 
Ho comprato online il biglietto per un concerto- il secondo in terra d'Irlanda- fidandomi della parola di un ragazzo conosciuto in un pub che l'indomani avrebbe fatto lo stesso e sarebbe poi venuto con me. Chissà se mantiene, Stephen. Comunque io intanto il sette aprile vado a vedere i We Are Scientists.

Per tot nuove conoscenze, ce ne sono alcune vecchie che devono essere stanate a domicilio. Ma poi può darsi che costui non si faccia trovare in casa e che tra la legge di Murphy e quella di Maometto e la montagna, la prima sia nettamente più potente della seconda (cit. Fra).
giovedì, 20 marzo 2008

Pensieri del mattino seguente

Cabernet Sauvignon from Chile. Tanto valeva tirarsi due mazzate sul cranio.
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categorie: everyday night fever
sabato, 23 febbraio 2008

Give me a chance to hold on

Nelle orecchie: questa

A chilometri da me si sta ancora compiendo l'ennesimo giro di boa di un rapporto che sconvolge ogni volta chiunque abbia a che fare con la boa, il nuotatore e il mare che ci sta attorno.
No, non mi riferisco a George Clooney, alla sua fidanzata fissa e alla sua voglia di paternità. Per quanto anche queste siano dichiarazioni che segnano l'inizio di una nuova era e la fine di un'altra.

Dicevo. Shock emotivi a parte, sto vivendo un po' ai margini questo febbraio a Dublino per necessità di varia natura. Fatto colloquio per tornare ad occuparmi del fumoso (dato il contesto) concetto di fashion per Importante Compagnia di Bandiera Inglese. Ho fatto abbastanza la splendida per pensare che sia andato bene, ma le stone faces mi hanno sempre lasciato perplessa, e la manager che mi ha sottoposto all'estenuante trafila di domande ne era un esemplare. Lunedì so.

Intanto il vento dall'Atlantico si fa sentire, ma non sono le condizioni atmosferiche ad avermi spinto a leccarmi le ferite in solitudine, nelle ultime settimane. E' una questione di orgoglio, di affrontare ciò che ti scuote e risolvere una crisi tra te e quell'altra te armata di revolver, possibilmente senza che la terza te si metta in mezzo con la scatola dei kleenex, offrendone ai presenti mentre tira su col naso. Tutto ciò avviene tra le quattro mura della mia stanza, prima di tornare a mostrare il proprio viso con dei tratti somatici e un'espressione- quella sorridente- che ti riflettono per davvero. Diciamo che il dibattito tra le parti- tutte dotate di ottime argomentazioni- si sta in qualche modo sedando e che la neuro non mi ha ancora trovata.

Nel frattempo parlo più italiano del dovuto, ma mi sono fatta questa concessione in via del tutto eccezionale visto che c'era bisogno di un po' di casa. Concetto che quindi si traduce in un pranzo domenicale di quelli infiniti a base di squisitezze pugliesi e in una festa di compleanno al D-two dove spagnoli, greci e italiani si sono scambiati regali, molto contatto fisico e morsi.

I segni sulla pelle sono l'unica cosa di cui mi sono preoccupata stamattina al risveglio. Ed è stato un sollievo.
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categorie: adolescenza reloaded, everyday night fever, pippelandia, hurt me hurt me
sabato, 24 novembre 2007

Tempura mista

Mi contatta Iago mentre litigo col manichino. Odiavo le Barbie allo stesso modo, mi ricordo.
Dicevo, Iago. Conosciuto sei giorni fa al Mezz mentre si ascoltava musica tradizionale. Un personaggio dei fumetti, per nulla inquieto e percorso da trame sotterranee come il suo nome vorrebbe far credere, con la giacca di pelle e la testa chissà dove. Mi invita ad una cena coreana coi suoi amici. It'll be fun, dice lui.

Decido che vado. Anzi, che ci voglio andare, stranamente. E anche Brezsny da parte sua mi dice di seguire le curve di questa vita strana che è tutto fuorchè un rettilineo.

Arrivo e fisso questo gruppo eterogeneo di persone per mezzo minuto e penso che sono felice che la vita sia fatta di quei casi di cui tanto si parla, ma che spesso non si sa riconoscere nè accettare.
Un indiano di cinquant'anni che, lasciata la moglie in Thailandia, ha deciso di farsi l'anno sabbatico in giro per il mondo. Tre piemontesi con una parlata che adòro. Una marea di francesi che ci restano male quando si avvicinano per fare conoscenza protesi nel bacio di ordinanza nella loro Formaggiolandia ma che io per lodigiana e assodata abitudine blocco con un automatico braccio teso con mano a stringere.
Abitano o hanno abitato tutti nello stesso ostello in Marlborough st. per periodi variabili da tre settimane a sei mesi. E lì sono diventati amici, a furia di condividere le camerate e il bagno. Che io mica lo sapevo che in un ostello ci puoi vivere, lavorare, colonizzare il divano della sala comune con la tua coperta e fare come fosse casa tua, e i turisti di passaggio che guardino pure perplessi se giro in pigiama.
E' Tiziana che mi spiega tutto, è per lei la cena stasera. Se ne va a fare la veterinaria a Donegal, piena Irlanda a due passi da quello che ufficialmente no, ma di fatto è ancora il Nemico. Perchè qua è pieno di animali, capirai. Però sono passata da fare le pulizie all'ostello al mio vero lavoro. In Italia 800 euro al mese per sfacchinare come una schiava. Qui mi mandano già a lavorare in giro, con casa procurata dal datore di lavoro. Vedrai che ce la farai anche tu, qui davvero è tutto possibile.
Non passerà molto, e la mia coalizione con Andrea da Torino ci porterà a parlare della genesi del giovane piciu francese a due passi da un perfetto esemplare ormai sviluppatosi dello stesso.
Questi bevono come spugne, e alla fine della serata sul conto che i francesi non hanno voluto pagare alla romana c'è un disavanzo di 150 euro tutto di birre, guardacaso. Alla fine una generosa donazione della carta di credito di un fradicio Joseph (l'indiano cinquantenne in periodo sabbatico), ci permette di sgomberare e di lasciare in pace gli allibiti camerieri.
La cricca se ne va al pub, io saluto scazzando di nuovo con i baci e gli abbracci e mi avvio a casa nella ormai più totale ipotermia.
Giunta in camera, avviso Andrea della mia integrità corporale. E lui: Contento di sapere che sei viva. Sono ipnotizzato dal caminetto del pub con un ottimo sottofondo musicale di britney che dice gimme gimme more, gimme gimme more. notte.

Per chi se lo fosse domandato, ecco. Dublino è anche tutto questo.
rammendato da fraran alle ore 16:15 | link | commenti (6)
categorie: central perk, everyday night fever, pecore e nuvole
giovedì, 08 novembre 2007

Here I am again

Inizialmente volevo fare un post sul party di ieri sera organizzato dalla compagnia per cui lavoro. Tutte le commesse della Bottega si sono date appuntamento in un bar fashion e centralissimo, pieno di candele, cuscini, e bottiglie di vino all'ultimo piano di un palazzo vista Grafton st.

E ci siamo. Inutile dire che dopo un'ora e mezza alcune non riuscivano a camminare dritte e conveniva che sedessero, considerata troppo difficile
la prova di precisione ed equilibrio che la toilet avrebbe richiesto. Dopo soli tre bicchieri di bianco e uno shot. Shame on me.
Alcune invece mantenevano intatte le loro capacità locomotorie anche troppo bene: la persona che mi ha assunto ballava in piedi sui divani cantando in un ombrellino da cocktail. La adoro anche più di prima.

Insomma, dopo varie manches del gioco di "Roxanne" (c'è chi deve bere su Roxanne e chi deve bere su red light. Per fortuna io sono sempre capitata nel gruppo red light, avete idea di quante volte Sting dica Roxanne, nella canzone intitolata "Roxanne"? ), mi congedo.

Tutto ciò è stato molto divertente. Ma Il punto è che dopo ieri sera mi trovo davanti al solito bivio, in cui la solita me so già cosa farebbe, quella fifona cagasotto. Mollerebbe il colpo, giving up. Sarà che il mio oroscopo di oggi su Metro diceva di darmi una mossa, ma penso che stavolta mi getterò nel prossimo pasticcio à-la-Francescà.

Il pasticcio si chiama Michael, nato qua ma frutto di un ben riuscito guazzabuglio genetico con patrimonio cileno, con una decina di anni di vita in quel paese lontano. Alto, moro, occhi scuri, una parlantina da affogarlo nel Baileys: ieri sera mi ha servito i tre bicchieri di vino e lo shot che mi han mandata in black out.

E subito dopo avermi scambiata per una francese- insorgo!!!- ha nominato una ex ragazza italiana, di Frosinone (positivo perchè apprezza la marca o negativo perchè dopo aver provato ha restituito il capo e chiesto il rimborso? Bah.)

Fatto sta che ora devo a) tornare in quel posto b) farmi venire la faccia come il culo e lasciargli il mio numero di telefono c) non inciampare uscendo.

Posto che quando Francesca avrà la faccia come il culo anche gli asini voleranno, ora illuminatemi sul modus operandi (cose fattibili, please, non i soliti giochi delle fantasie perverse che avete).

ps: a chi si domanda perchè non l'abbia fatto ieri sera da sbronzetta, il perchè è che c'erano troppo commesse bionde e indigene a ronzargli attorno con i loro sorrisi di plastica, le poppe di fuori e le loro essse sibilanti. L'animale Francesca in tali situazioni di ammassamento non mostra interesse e pascola solitaria dalle parti del buffet.
rammendato da fraran alle ore 19:21 | link | commenti (23)
categorie: everyday night fever, pippelandia, mi dia un due etti di manzo, and i m feeling good, lavoro farlocco
mercoledì, 31 ottobre 2007

La notte di Samhain

E anche se quel bum-pop-chsssss è tradizionalmente collegato a lenticchie, cotechini e conti alla rovescia, oggi è tutta un'altra storia. Ma neanche tanto, stando alle origini della festività. Ad ogni modo, Little Red Riding Hood se ne va al Tripod a ballare, mescolandosi alla massa di studenti del University College of Dublin.

Halloween, here we come!


aggiornamento: niente di che, molto festadellemedie. Il clou della serata? Sono indecisa tra: avvistamento ragazzo vestito da Borat - sì, avete capito bene- o clown che mi si è proposto con un No kisses for de clown? La mia faccia urlava *strunz, guard' 'annanz'* da tutti i pori.

Anche se a pensarci bene l'acmè è stato raggiunto con il succo di raspberries misto a del porto. Bòno, zìzì.

*copyright by Ziagiò.
rammendato da fraran alle ore 21:42 | link | commenti (2)
categorie: adolescenza reloaded, everyday night fever
lunedì, 29 ottobre 2007

Di Rendition, kebab e solite cose

Una domenica strana, ieri. Così come il tempo, anche il mio umore ha altalenato tra il molto bello e il molto brutto per qualche ora.

Le nuvole sono arrivate di pari passo con la telefonata a chi, ancora dopo tre mesi, non prende atto di questo temporaneo voler vivere altrove piuttosto che là. Si dice che sia amore famigliare che spinge a dire ma quando torni. Si dice che sia una forma di prendersi cura il parlare di agganci al solito noto mondo lavorativo milanese. E lo so anche io che il che farai è una partecipe quanto legittima domanda. Ma io ho ancora 25 anni. Posso ancora permettermi di non avere che una vaga idea di quello che farò di qui ai prossimi mesi. Vado avanti a improvvisazione, e solo un consumato canovaccio mi aiuta a non perdermi troppo per sentieri laterali.
Ancora non sono pronta a scuotere la testa e sorridere con indulgenza delle mie caparbietà giovanili, di quel mio bizzarro voler stare a tutti i costi stare alla larga da una vita che già conosco e che già mi ha rattristato una volta. E se tutto ciò che adesso non auguro a me stessa prima o poi accadrà, spero proprio per allora di essermi dimenticata di questa stupida idea secondo la quale, nonostante tutto, è ancora possibile essere padroni di una minima parte del proprio futuro.

Pioveva a secchiate mentre ero davanti a una tazza di tè alla mela e alla cannella, col suo bravo cookie di fianco, in uno delle più rilassanti coffee society della città. E di nervi su cui lavorare ce n'era, tra tutte e due noi.

E' rasserenato mentre calava il buio. John il Fisico arriva sotto lo Spire col giacchetto che si potrebbe indossare a fine agosto, ma ormai che lo dico a fare. Io ho ingegnato cappello, guanti, sciarpa e tutto il mio ambaradàn invernale.
Decide lui cinema, film e dove fare scorte di cibo manco partissimo per la guerra. Io salato, lui dolce.

Rendition non è male. Fa accenno a tutte le sfaccettature della complessa tematica della "prevenzione" del terrorismo anche se pecca di ottimismo, ma non scendo oltre nei particolari prima di essere raggiunta da minacce di morte da parte di chi il film ancora non l'ha visto. Tiene incollati alla poltrona, fa smettere di ingurgitare pop corn in certi momenti e non è troppo contorto, difetto di molti detective movies. Sfodera una corazzata di attori come Meryl Streep (ogni volta che la vedo non posso non pensare alla smorfia di mia madre che dice "Quella lì non mi è mai piaciuta"), Peter Sarsgaard, Reese Witherspoon e Alan Arkin. E Jake Gyllenhall, qui particolarmente monoespressivo (ma è un agente Cia al suo primo compito importante, ciò renderebbe poco espressivi un po' tutti). Invito il pubblico femminile in prossima visione a fare una ola a Jake semivestito in talune scene perchè ha dei pettorali che superano le difficoltà linguistiche della sottoscritta, alle prese con pellicola senza sottotitoli e senza possibilità di pause/rewind.

Kebab e pub con musica tradizionale in chiusura, di buon ausipicio per il meteo del giorno dopo. Si riporta in chiusura il solito lavorìo di neuroni maschili che non ricordano mai una cippa di quello che dici, ma se dico Martedì vado dal parrucchiere, loro scattano con Ancora? Ma ci sei andata a fine settembre!

Ma guarda te.
martedì, 23 ottobre 2007

Pensavo fosse cheddar invece era burro- 2

Le signore in particolar modo (e poi vabbè, mio fratello, ma solo per futili motivi di concorrenza e desiderio di supremazia) mi chiedono come sia la fauna maschile irlandese.

Boh.

Diciamo che è complicato.

Diciamo oppure che non ne ho la più pallida idea.

Che si può dire? Vestono spesso con delle orribili tute? Mangiano male? Una volta ne ho sentito uno ruttare sonoramente in un caffè. Roba che se fossi stata io la ragazza che gli siedeva accanto, mi sarei premurata di andarmi a chiudere nella toilet più a portata di fuga. Ma la scema lì lo guardava estasiata. Mah.

Però a loro parziale discolpa posso dire che:

-anche qui c'è chi ti presta la sua sciarpa alle tre del mattino se ti vede tremare come una foglia. Perchè tu a diventare come le manze svestite del posto non ci tieni, la beer skin non ti è venuta e probabilmente non ti verrà mai. La bronchite, infine, non la vuoi prendere;

-anche qui c'è chi manda sms solo per dirti qualcosa del tipo you looked wonderful tonight. In tempi di magra queste son cose, come si dice;

-e qui capita anche che se stai correndo su per le scale e ti perdi una scarpa- tacco maledetto che è rimasto infilato in una fessura del legno- un perfetto quanto alticcio sconosciuto si inginocchia platealmente e te la fa calzare di nuovo. Solo che Cenerentola non stava andando di corsa al bagno. Evabbè.

Appena ho dati più precisi, vi fo sapere.
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Calzino è

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teledipendente, ipocondriaca, attenta, distratta, logorroica, polemica, predisposta all'autoanalisi, aspirante maniaca ossessiva compulsiva, pigra, permalosa, iperattiva, affidabile, golosa, iraconda, allergica alle gabbie e ai pioppi, Dubliner in erba.

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Il bucato pulito

il cinema, la musica, parlare, scrivere bene, leggere, i miei amici, mangiare, la fotografia, dormire col lettore mp3 nelle orecchie, le tavolate coi parenti, ballare, svegliarmi prima del tempo e scoprire che posso dormire ancora tre ore, i calzini a righe, avere un'epifania, gli slip colorati, gli orecchini, stare da sola, la matita kajal nera, quando qualcuno si fida di me, la pizza, lo sfottò amichevole, il momento del decollo, la nutella, infilare i piedi nella sabbia calda, fare il morto con la pancia all'insù, i concerti, il rock e l'indie, viaggiare, fare progetti, scoprire qualcosa di nuovo, ritrovare le cose vecchie, l'ironia, il cinismo fine a se stesso, intontirmi di serial e telefilm, sognare, stare sul divano con la copertina, l'olio dopo la doccia, i mondi possibili, ridere, il pianto liberatorio, il cibo cucinato con affetto, cantare, vaneggiare, l'università, il volume alto, Lodi e la giungla nord tutta, Bologna, Londra, la Scozia e l'Irlanda, mi piace(rebbe) New York, la terra dei miei avi, i Latini molto più dei Greci, la storia, l'inglese, l'Es, La7, i canali satellitari, l'ottimismo, la stessa lunghezza d'onda, il confronto, i cereali nel latte, la frutta estiva, il gelato, la franchezza educata, fare la buffona, l'aceto balsamico, la profondità, la superficie, ricevere complimenti, camminare scalza, ricordare, sentirmi bene nell'hic et nunc.

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