Una domenica strana, ieri. Così come il tempo, anche il mio umore ha altalenato tra il molto bello e il molto brutto per qualche ora.
Le nuvole sono arrivate di pari passo con la telefonata a chi, ancora dopo tre mesi, non prende atto di questo temporaneo voler vivere altrove piuttosto che là. Si dice che sia amore famigliare che spinge a dire ma quando torni. Si dice che sia una forma di prendersi cura il parlare di agganci al solito noto mondo lavorativo milanese. E lo so anche io che il che farai è una partecipe quanto legittima domanda. Ma io ho ancora 25 anni. Posso ancora permettermi di non avere che una vaga idea di quello che farò di qui ai prossimi mesi. Vado avanti a improvvisazione, e solo un consumato canovaccio mi aiuta a non perdermi troppo per sentieri laterali.
Ancora non sono pronta a scuotere la testa e sorridere con indulgenza delle mie caparbietà giovanili, di quel mio bizzarro voler stare a tutti i costi stare alla larga da una vita che già conosco e che già mi ha rattristato una volta. E se tutto ciò che adesso non auguro a me stessa prima o poi accadrà, spero proprio per allora di essermi dimenticata di questa stupida idea secondo la quale, nonostante tutto, è ancora possibile essere padroni di una minima parte del proprio futuro.
Pioveva a secchiate mentre ero davanti a una tazza di tè alla mela e alla cannella, col suo bravo cookie di fianco, in uno delle più rilassanti coffee society della città. E di nervi su cui lavorare ce n'era, tra tutte e due noi.
E' rasserenato mentre calava il buio. John il Fisico arriva sotto lo Spire col giacchetto che si potrebbe indossare a fine agosto, ma ormai che lo dico a fare. Io ho ingegnato cappello, guanti, sciarpa e tutto il mio ambaradàn invernale.
Decide lui cinema, film e dove fare scorte di cibo manco partissimo per la guerra. Io salato, lui dolce.
Rendition non è male. Fa accenno a tutte le sfaccettature della complessa tematica della "prevenzione" del terrorismo anche se pecca di ottimismo, ma non scendo oltre nei particolari prima di essere raggiunta da minacce di morte da parte di chi il film ancora non l'ha visto. Tiene incollati alla poltrona, fa smettere di ingurgitare pop corn in certi momenti e non è troppo contorto, difetto di molti detective movies. Sfodera una corazzata di attori come Meryl Streep (ogni volta che la vedo non posso non pensare alla smorfia di mia madre che dice "Quella lì non mi è mai piaciuta"), Peter Sarsgaard, Reese Witherspoon e Alan Arkin. E Jake Gyllenhall, qui particolarmente monoespressivo (ma è un agente Cia al suo primo compito importante, ciò renderebbe poco espressivi un po' tutti). Invito il pubblico femminile in prossima visione a fare una ola a Jake semivestito in talune scene perchè ha dei pettorali che superano le difficoltà linguistiche della sottoscritta, alle prese con pellicola senza sottotitoli e senza possibilità di pause/rewind.
Kebab e pub con musica tradizionale in chiusura, di buon ausipicio per il meteo del giorno dopo. Si riporta in chiusura il solito lavorìo di neuroni maschili che non ricordano mai una cippa di quello che dici, ma se dico Martedì vado dal parrucchiere, loro scattano con Ancora? Ma ci sei andata a fine settembre!
Ma guarda te.