Sexy come un calzino

un prodotto di nicchia esportato a Dublino
sabato, 14 giugno 2008

Ho visto Irlandesi tifare Romania

della serie: la vita dei Campioni del mondo è dura. Ma dura dura, eh.

scambio di messaggi col Fisico:

John: Hey! What are you getting up to tonight? Hope not still crying for the poor performance of the Italian team.
(Ma che invidia! Che malevolenza! Ma perché??)

io: It wasn't poor! We could have won if only the referee wasn't an asshole.
(Mai sostenere niente di diverso. Tutti a decantare il bel gioco italiano e poi non aspettano altro che di azzannarci alla giugulare.)
John: oowww, poor Italy!!
io: poor Italy? poor Ireland that is not even there.
(Tié, ciapa su e porta a ca'.)
John: yeah, thanks to our Italian manager!
(Povero Trap. E' lì che continua a rilasciare interviste in cui dice I'm not God. Lo sappiamo Giova', nun ce penzà. So' loro che so' brocchi.)
io: not exactly. but WHATEVER! we still have the most beautiful players in the world, ask any woman. tsk.
(Il pensiero originale, scaturito dalla Fra in una conversazione emmessenne era 'gli uomini più belli e scopabili del mondo'. Con poche eccezioni, quantèvvero.)
John: yeah, they're even more attractive than our Irish female team! but that's not hard! :D
(E lì tacqui e me la risi.)
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categorie: central perk, il diavolo veste zara, mi dia un due etti di manzo, calzino a dublino
martedì, 03 giugno 2008

Di quei giorni color marrone

Io volevo anche scrivere del weekend fuori città.

Solo che poi ti capita il primo giorno di lavoro- dopo quattro di libertà- in cui ti ritrovi un fumetto perenne sulla testa con dentro un  ma vaffanculo, va' a caratteri cubitali. Vanno presto persi, i benefici di un viaggio iniziato con i Cure e cinque cavalli che attraversano il cavalcavia sopra le vostre teste e finito a studiare la sua faccia stanca e sfinita dall'allergia da fieno mentre dorme.

tu sei qui con me, vicino me
 che posto strano
io ti annuso, ti codifico
 essere umano.
(Dark room, Baustelle)

comunque, almeno le foto le trovate al solito posto.
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martedì, 27 maggio 2008

No Sex and another City

Domani finalmente Ze movie sarà nelle sale. Caroline ed io (più forse Phil, per non ben specificati motivi e spero non per deliziarci tutto il tempo con la sua imitazione di Miranda) alle quattro e mezzo in punto andremo a vedere di che si tratta. Anche se sospetto che vorrò subito correre ai ripari e al primo Hmv procurarmi le stagioni che mi mancano (dalla seconda alla sesta, per abbienti benefattori di passaggio) per cancellare il ricordo di quanto ho appena visto. Lo so. Oppure magari appena uscita mi rimetto in fila per Indiana Jones, perché vuoi mettere i poteri taumaturgici di un film con Shia LaBeouf (sbaaaaav).

Comunque sì, John and friends che guardacaso sanno tutto della serie ma disdegnano l'uscita al cinema perché quaranta minuti di Carrie ce la faccio ma due ore no hanno le loro opinioni sui personaggi. Opinioni già esternate qualche settimana fa e che hanno rianimato la conversazione ieri al pub. C'è che a metterle in classifica dalla più gnocca alla meno per loro Charlotte stravince (come tira la donna angelicata nessuna, Dante ci aveva visto lungo). Seguita da Samantha e poi a seconda di chi si trovi più irritante, Miranda o Carrie.
Caroline obietta a quel punto che una classifica su una rivista Usa metteva Miranda al primo posto. E loro in coro sicuramente una classifica fatta da donne.
Vero. Che teneva conto di tutto, personalità inclusa.
E a quel punto John, tutto serio, beh ma allora come personalità Samantha primo posto.

Of course.

Ad ogni modo, alla vigilia di un film tanto inutile quanto atteso, un saluto particolare alla Milazzo, al suo letto a due piazze in piazza Azzarita, alle pause studio-Eletti, alla sua personale visione di chi sarebbe come chi mentre percorrevamo via Mascarella- indovinate chi mi toccò- e a tutta la sorellanza sparsa per il mondo. Che Jimmy Choo ce la mandi buona, in colore moda e magari in saldo, va'. Sempre.

update (vagamente spoiler, se hai evitato accuratamente riviste e trailer, non leggere.)

dialogo serale con Eugene, liberamente tradotto.
io: -Ho visto il trailer! Ad un certo punto si vede Carrie che si tinge colo rame, e spero vivamente che quello non sia l'avvenimento chiave dell'intero film.
lui: -Come nel Sesto Senso alla fine ci sarà la rivelazione. Carrie non è una bionda naturale e viene dall'Oklahoma.

Sarebbe un finalone.
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categorie: life thru a screen, adolescenza reloaded, il diavolo veste zara, a serial mind
mercoledì, 07 maggio 2008

Shiny happy people

Quattro giorno consecutivi di sole e Dublino sembra un unico Centro Grandi Ustionati.

on air: questa e anche questa.
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categorie: il diavolo veste zara
mercoledì, 30 aprile 2008

To be or not to beetch

on air: questa, che è senz'altro appropriata.

Io guardo loro e loro guardano la Champions. E mi domando: ma il mondo- e gli uomini- appartengono davvero solo alle *stronze*?
*qui chiamate senza tanti complimenti bitches, dove il termine fa diretto riferimento ad ogni sorta di angheria con cui vessano i loro ometti, controllati a vista, tiranneggiati e genuinamente felici dell'amore egocentrico e prepotente di cui sono oggetto.*
C'è ancora mercato per le donne a basso mantenimento, come le chiamava Harry?
Pioverà venerdì? (C'è in ballo una cosa su un prato, venerdì. Se piove, facciamo di conto di tre settimane senza OdD. Che la mia- so called-  vita sentimentale sia in mano al meteo pur vivendo in questo paese dà l'idea di come sia ridotta.)

Si astengano dai commenti stronze note e ometti vessati. Li ritengo contibuti inutili alla campagna  No more on-the-shelf (che mi si è fatta pure tanta polvere addosso eh).
rammendato da fraran alle ore 20:53 | link | commenti (10)
categorie: seriously, life thru a screen, adolescenza reloaded, pippelandia, widget jones, il diavolo veste zara
venerdì, 01 febbraio 2008

Welcome back

Torno e scopro che Cassie si è trasferita: è andata a vivere più vicina al posto di lavoro per poter dormire qualche ora in più. Nulla da eccepire.
Leena la Finnica se ne va tra due mesi perché ha deciso di visitare il Sud America. Potessi andrei con lei.
Però.
Qualcuno mi sa spiegare perché al mio ritorno l'unica cosa che trovo uguale a prima è la lavatrice che non funziona?

Ah, e va da sè che l'idea del fratello di Eugene e Cassie che si trasferirà a breve da noi, James, mi fa tremare: gli uomini tornano in parità con le donne e ai fini della gestione domestica non vedo nulla di buono in tutto ciò. O forse è perché questo omino ha avuto due figli da una ragazza- tornata a casa dei suoi in una città poco distante da Dublino- che prima o poi dovrà venirlo a trovare. Con prole, temo.

Mi sono ripromessa di cominciare a vivere prendendo le cose con più leggerezza. Direi che è il momento buono per cominciare.
rammendato da fraran alle ore 17:39 | link | commenti (4)
categorie: il diavolo veste zara, calzino a dublino
sabato, 01 dicembre 2007

Disintossicazione

Ho smesso di controllare compulsivamente il cellulare, anche se non sono d'accordo sul mica puoi pretendere che ti vada bene tutto e subito. Pretendo eccome.

Ho terminato la mia esperienza da Franca e Giovanna (lavoratoriii, prrrr), anche se non mi illudo che la serie dei lavori qualunque che pagano l'affitto termini qua. Ma se ne riparla a gennaio con calma. Nel frattempo

ho concluso tutte le transazioni online che mi permetteranno di salire su un autobus giovedì prossimo e tornare a Dublino solo la settimana seguente ancora. Tappe: Killarney- Cork- Kilkenny, giusto per iniziare.

In compenso ora che ho trovato finalmente dei fagioli in scatola che non sono quelli H*einz, tramortiti nella salsa ketchup, inizierò a cucinare una portentosa past' e fasul' alla ricerca del sapore di casa e di famigghia (meno diciannove).
giovedì, 25 ottobre 2007

Si era detto cadere, non precipitare.

Calzino dice no alla petulanza e al pressing via sms.

In meno di 12 ore mi sono arrivati tre messaggi dalla stessa persona (maschio, brasiliano, conosciuto per caso sabato sera a ballare, non mi ricordo l'età nè che faccia abbia- insomma mi ha colpito molto) il cui succo tradotto e riassunto è:

Allora quale sera dei prossimi giorni vuoi uscire con me? Cinema?
Allora quale sera dei prossimi giorni vuoi uscire con me? Cinema?
Allora quale sera dei prossimi giorni vuoi uscire con me? Cinema?


Posto che ti ho dato il mio numero solo perchè sono incapace di negarlo quando me lo si chiede. Riflettuto che dato che io non parlo portoghese, tu hai provato a parlare italiano (come tutti) ma è meglio che non ci riprovi, e che il tuo inglese, beh, lasciamo perdere.
Puntualizzato che prima di guadagnarti la sera ne avresti di pagnotte e pomeriggi da mangiare. Ribadito che per me il cinema è una cosa seria, quasi una scienza, il fine e non il mezzo per, non un modo per non parlare, non un luogo in cui sopravvivere ad un appuntamento sgradevole.

Insomma chiarite tutte queste cose, penso proprio che ti risponderei
Mai
Mai
Mai.


E che ora si alzino pure i le voci contrarie al movimento dei miei presuntuosi, scocciati e difficili neuroni.
rammendato da fraran alle ore 12:04 | link | commenti (16)
categorie: il diavolo veste zara
sabato, 20 ottobre 2007

Vita part time

Posso dire di aver capito cosa voglia dire vivere per lavorare. L'ironia della sorte vuole che la prima volta sia successo non per una delle possibili professioni a cui vorrei aspirare

se solo avessi tempo per aspirare a qualcosa che non abbia la forma di un letto.

Ad ogni modo ho dato il mio preavviso ieri, giornata in cui sono stati battuti tutti i record di resistenza da parte mia e di decenza (questo per quanto riguarda i miei datori di lavoro), avendo lavorato per dodici ore consecutive. Tra un mese abbondante si sfanculano allegramente la Franca, la Giovanna, i loro vestiti kitsch e un luogo di lavoro dove il management non dice nulla se vede sempre la stessa persona dietro il bancone per 15 giorni consecutivi (con dark under-eye bags di dimensioni crescenti). Ma provasse questa persona a indossare le Converse azzurre un giorno anzichè le solite scarpe nere sotto il pantalone nero, e vedi tu come tutto il management si precipita a dirti cattiva ragazza italiana, questo è male, non si fa.

Anyway
, si progettano cose. E questo invece è bene. Lo Zio Golfista in arrivo ai primi di dicembre per un convegno, e sarà incontrare qualcuno della tua famiglia dopo quasi 5 mesi in cui la tua famiglia sarà stata un'entità astratta appesa al filo del telefono o racchiusa in due scatoloni di cartone recapitati per miracolo. Una cosa di cui parlare il meno possibile con gli estranei che non capiscono che la tua famiglia è il tuo poema epico preferito, abitato dai tuoi personaggi prediletti, i tuoi eroi imperfetti, drammatici, comici, scomodi.

Qui dici famiglia e ti citano Il Padrino e la testa di cavallo nel letto. Alzo gli occhi al cielo e come per dire aggiornatevi racconto la storia del gatto morto davanti al portone della Grande Casa Paterna, nella Terra Sudica. Tzè.

Poi c'è un viaggio breve ma che promette bene. Quattro giorni ad Ovest, qui sull'Isola. Compagna di viaggio la meno ostello-compatibile delle mie conoscenze, la Vale, e penso ci sarà da ridere. Ma soprattutto da sgranare gli occhi, alla scoperta di questa terra che non mi è capitata in sorte, ma che ho scelto.

E poi tornata nella luccicante Dublino, sempre lucida di pioggia e di fluorescenti insegne luminose, cercare di ricostruire con fatica almeno un po' di quel calore che hai lasciato tra la Garisenda e i ciucci, perchè le persone ci sono, e i presupposti per stare bene anche. Anche se metallo blu e tetti rossi sono fondamentalmente due cose diverse: il primo appartiene alla tua nuova di pacca vita adulta. I secondi sono ricordi di un tempo che ormai è scivolato via insieme al tuo status di studente.

Sei con te stessa, e anche questa è una certezza. Ma è un dubbio quello che oggi ti ha fatto stare ancora meglio: forse che questo essere via a poco a poco limi e porti al giusto spessore quella corazza coriacea che i cavalier (pochi), l'arme (della fuga), e i (mancati) amori ti hanno lasciato addosso, facendoti capitolare ai piedi di qualcuno.
 
Sarebbe ora di cadere.

Calzino è

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teledipendente, ipocondriaca, attenta, distratta, logorroica, polemica, predisposta all'autoanalisi, aspirante maniaca ossessiva compulsiva, pigra, permalosa, iperattiva, affidabile, golosa, iraconda, allergica alle gabbie e ai pioppi, Dubliner in erba.

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Il bucato pulito

il cinema, la musica, parlare, scrivere bene, leggere, i miei amici, mangiare, la fotografia, dormire col lettore mp3 nelle orecchie, le tavolate coi parenti, ballare, svegliarmi prima del tempo e scoprire che posso dormire ancora tre ore, i calzini a righe, avere un'epifania, gli slip colorati, gli orecchini, stare da sola, la matita kajal nera, quando qualcuno si fida di me, la pizza, lo sfottò amichevole, il momento del decollo, la nutella, infilare i piedi nella sabbia calda, fare il morto con la pancia all'insù, i concerti, il rock e l'indie, viaggiare, fare progetti, scoprire qualcosa di nuovo, ritrovare le cose vecchie, l'ironia, il cinismo fine a se stesso, intontirmi di serial e telefilm, sognare, stare sul divano con la copertina, l'olio dopo la doccia, i mondi possibili, ridere, il pianto liberatorio, il cibo cucinato con affetto, cantare, vaneggiare, l'università, il volume alto, Lodi e la giungla nord tutta, Bologna, Londra, la Scozia e l'Irlanda, mi piace(rebbe) New York, la terra dei miei avi, i Latini molto più dei Greci, la storia, l'inglese, l'Es, La7, i canali satellitari, l'ottimismo, la stessa lunghezza d'onda, il confronto, i cereali nel latte, la frutta estiva, il gelato, la franchezza educata, fare la buffona, l'aceto balsamico, la profondità, la superficie, ricevere complimenti, camminare scalza, ricordare, sentirmi bene nell'hic et nunc.

Nel cesto dei panni sporchi

perdere tempo, non avere soldi, svegliarmi tardi, pensare troppo e agire poco, la paura, il dolore fisico, litigare, gli acciacchi, andare dal dentista, la troppa confidenza, sentirmi sola, la distrazione, la tv della domenica e gli opinionisti, i giornalacci, l'incomprensione e il fraintendimento, l'interruzione dei ponti, mangiare troppo, il minestrone, sudare, il citofono, le grane, il processo di inacidimento, il processo di invecchiamento, la censura, la puzza sotto il naso, il perbenismo, chi ti smonta, il frigo vuoto, le zanzare, la sporcizia e il disordine, l'imbarazzo e il rossore, la strafottenza e la mancanza di rispetto, lasciare i libri a metà, l'indolenza, l'Alzheimer, il pessimismo, parlare col muro, entrare al cinema in ritardo, perdermi il momento, non saper disegnare, essere troppo nostalgica, essere decisamente malinconica, il politically correct, il sanguinaccio, la sabbia nel costume, l'eritema, l'assenza di sfumature, la mancanza di spina dorsale, stare male e non sapere perchè, il tempo che passa.

Verso il Sacro Mapo e oltre


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