Sexy come un calzino

un prodotto di nicchia esportato a Dublino
domenica, 29 giugno 2008

Filosofia spiccia della domenica

mi arrampico come vivo (o viceversa)

vale a dire
procedo a passi piccoli e misurati, ponderati a lungo. Mi scoraggio spesso sulla via, ma se mi fate riposare poi ricomincio da dove mi ero lasciata penzolare a peso morto nel vuoto. Ho bisogno di sapere di avere qualcuno dall'altro capo della corda che non mi faccia sfracellare contro la roccia, e che tenga la fune tesa per non farmi sentire sola. Peró è da sola che decido in quali cavitá infilare le mani e su quali sporgenze puntellare i miei piedi.
Ci metto insomma il mio tempo, ma alla fine mi sento forte mentre mi isso sulla cima della parete e guardo di sotto.

E poi, non pensavo: ma non soffro di vertigini nemmeno un po'.

rammendato da fraran alle ore 23:59 | link | commenti (4)
categorie: and i m feeling good, pecore e nuvole
giovedì, 26 giugno 2008

Francescate #3

Oggi, al lavoro:

manager: Ma da che parte d'Italia arrivi tu?
io: Dal nord, vicino Milano...
manager: Ahhh Milano, bellissima!
io: Mah, insomma, io non mi ci sono mai trovata bene...
manager: Ah, e come mai? La città della moda!!
io: Mah, non è che della moda mi interessi poi molto...
manager: ...

(vorrei ricordare che lavoro in un negozio di abbigliamento femminile)

(non dovrei lavorare e parlare allo stesso tempo, mica sono multitasking per davvero: faccio solo finta ai colloqui di lavoro)

Poi, avevo scritto una mappazza infinita sul weekend in Scozia da Pastina e dalla Sardina (colonna sonora: questa!!), che mi avreste tirato due parolacce solo a vedere quanto era lunga. Siccome piú che un post era una dichiarazione d'amore ai miei amici in diaspora ma che ogni volta che ci troviamo come prima piú di prima ti ameró e al nostro essere belli e irresistibili e senza la piú pallida idea di dove saremo tra un anno che solo a rileggerla mi mettevo a piangere come un vitello, ecco, ho pensato di lasciar perdere.

Per chi fosse interessato, ce l'ho a penna sul retro dell'elenco dei saldi. La copio e ve la mando via email in caso l'amore vostro vi abbia lasciati, siete senza cioccolata e alla tv non danno niente di strappalacrime, nemmeno quei bei film sobri e catartici del palinsesto estivo pomeridiano di canale cinque (dove c'é sempre qualcuno che rimane vedovo/ combatte l'anoressia o il cancro/ perde un figlio/ subisce violenza domestica).

Niente post, dicevo. Però trovate gli scatti qui. Aye!

why can't we give ourselves one more chance, why can't we give love that one more chance, why can't we give love, give love give love give love give love give love give love
venerdì, 20 giugno 2008

Mellow mood

(questa)
Lascio Dublino tre giorni e volo in Scozia per risentirmi un po' a Bologna. Suona complicato, ma non lo è. See you later, aye!!
rammendato da fraran alle ore 00:23 | link | commenti (3)
categorie: central perk, portici e nuvole, prendi la valigia e scappa, and i m feeling good, pecore e nuvole
lunedì, 09 giugno 2008

My blueberry nights

Quando l'insonnia mi fa rivoltolare nel letto lasciando pelle e lenzuola esauste è perché mi sta per succedere qualcosa. Qualcosa di bello, in genere. Così è stato qualche anno fa, di febbraio. Il mio corpo capisce, la mia mente intuisce. L'anticipazione non mi fa chiudere occhio, e quelle poche ore di riposo che mi sono concesse non sono realmente tali.
Stanotte ho dormito tre ore.
Le sei di mattina mi bussano sulle palpebre socchiuse e mi trascinano in cucina per una tisana profumata. La casa in silenzio, le assi di legno che scricchiolano sotto i miei passi incerti e obliqui.
Avvolgo la mia testa in una canzone morbida. Accarezzo la tazza bollente, sperando che il tepore mi faccia ripiombare nel sonno dei bambini con la pancia piena di latte.
(ma magari, semplicemente, è perché ieri ho preso due caffé di troppo)
rammendato da fraran alle ore 07:12 | link | commenti (3)
categorie: life thru a screen, pecore e nuvole
giovedì, 24 aprile 2008

Quote of the day

Le mie ex coinquiline stanno con dei Marcantoni giocatori di hurling. Certi pezzi di irlandesi che non ti dico. E sai come hanno fatto, queste? Se li sono presi da piccoli, curati e cresciuti, e i risultati si vedono.
Mica come me che ho investito le mie energie sulla piantina di basilico.

Chiara, trentina da Cork sulla via di casa @ aeroporto di Dublino

perché a volte il bello degli ostelli è che ci trovi le persone giuste


rammendato da fraran alle ore 22:54 | link | commenti (11)
categorie: central perk, prendi la valigia e scappa, pecore e nuvole, calzino a dublino
lunedì, 21 aprile 2008

Hug, mud, puddle, cuddle

on air: il tormentone di questi giorni.


Domenica mattina, ore otto.
Mi trascino giù dal letto, mi trascino nei vestiti, mi trascino in bagno e poi mi trascino a Dublino nord perché alle dieci parto per un'escursione in montagna col gruppo della DCU. Ho l'energia di un pendolare a Rogoredo alle sei di sera e l'elasticità di un paletto di legno. Da mesi non faccio altro che rimandare l'inizio delle mie lezioni di pilates. Ben mi sta andare a sputare i miei polmoni a Glen of Imail, contea di Wicklow.
Arrivo al ritrovo intabarrata di tutto punto e ad aspettarmi c'è John il Fisico con pantaloni a tre quarti e maniche della felpa arrotolate sui gomiti. Non capirò mai come funzionano certi termometri interni. I ragazzi del gruppo arrivano alla spicciolata, e il muffin della mia colazione on the road- è raro ormai che abbia un pasto in cui sono ferma in un solo posto- rischia di restare intrappolato nell'esofago quando arriva Oggetto del Desiderio. Il mio cervello si lancia in un rapido calcolo di quanto possa scendere nella sua classifica di gradimento- ammesso che ne esista una- dopo una sudata in montagna. Ricordo solo i seguenti passaggi chiave: Cazzo, non mi sono truccata. Ah, ma se poi piove sai che figo il rimmel che mi colava in faccia effetto panda. Ok, sono bianca candeggina e ora di stasera sarò spaventosa. Però lui ha una scuffia nera con striscia gialla fosforescente in testa.
E quindi siccome OdD è vestito peggio, io mi sento subito meglio.

Pronti attenti via, si parte. Un'ora e mezza dopo siamo tutti fermi davanti ad una fiancata di un colle ricoperta di manto erboso e cespugli, alti fino agli stinchi. Mi dico che bello, non corrono come al solito, ho il tempo per la contemplazione del panorama e qualche foto. Io producevo pensieri stupidi di questo tipo, e invece John stava solo cercando di capire da che parte iniziare ad arrampicarsi. Lì, su quella superificie che ad occhio e croce avrà avuto una pendenza del 50%.
Come diceva il saggio? Ah sì: sparatemi adesso.
Trenta minuti dopo, porpora e affannata, mi ritrovo in mezzo ad una nuvola e finalmente sulla cima del colle. Sono il fanalino di coda del gruppo e in pratica rimarrò tale fino alla fine della giornata, mentre incrocerò OdD e le sue gambe lunghissime ed allenatissime solo di sfuggita. Abbastanza per qualche scambio di stupidaggini e un paio di occhiatacce alla giovane Erasmus che lo tampina da che siamo partiti e, che diamine!, ha pure il fiato per flirtarci. Te pozzino.
Chiaramente più mi stanco, più il mio inglese va a ramengo. Non abbastanza da non capire che ad un certo punto, lassù, da qualche parte sui monti di Wicklow, John non ha più idea di dove sia il percorso che ci riporti a terra dai millemila metri su cui ci siamo portati. Anche perché uno che mi confida nell'orecchio I'm fucked! lo capirò sempre.
Penso che nello zaino ho un panino al formaggio, una banana e del cioccolato. Abbastanza fino a domani sì, tanto più che l'acido lattico ormai si è impadronito di ogni mia fibra e manco ho fame. Il cellulare non ha campo da almeno tre ore.
Scenari di ogni tipo inziano a spintonarsi nella mia immaginazione. Ma giusto un attimo prima di rammentare per intero la trama di The Descent (un horror in cui morte coglie un gruppo di escursionisti per mano di esseri ciechi e gelatinosi nel ventre di qualche grotta inglese), OdD mi chiama e mi indica un gruppo di cervi sul dorso del monte successivo. Ok ragazzi, tutti via fuori dalle palle, che qui si ragiona di cervi, avanti. E poi sfodera sorriso e fossette alla vista dei miei scarponi sporchi perché è chiaro che sono così stanca che non provo più nemmeno ad evitare i punti fangosi. Semplicemente ci cammino dentro e me ne tiro fuori prima di affondarci.
Sopraffatta da tanto idillio non mi accorgo che John ha ritrovato il sentiero e che quindi domani vado a lavorare di sicuro.
Altre due ore e arriviamo a valle. Ora ho il coraggio di chiedere alla nostra guida, che ha riacquistato il suo colorito rubicondo, quanti km abbiamo fatto: diciassette, per sei ore di camminata.
Il che giustifica le dodici ore di sonno successive.
Le foto da dentro la nuvola qui. Sperando di riceverne dagli altri, perché causa insufficienza di ossigeno ho fotografato poco e iperventilato tanto.
Embé, e Oggetto del Desiderio? direte voi. Si è congedato con un Bye Francesca, see you very soon.
'A voja.
rammendato da fraran alle ore 21:34 | link | commenti (4)
categorie: adolescenza reloaded, widget jones, pecore e nuvole, calzino a dublino
martedì, 18 marzo 2008

Festa del Patrono per una expat

St. Patrick's Day è non avere il cuore di infilarsi nei vagoni di ben tre treni metropolitani e attendere fiduciosa il quarto.
E' una folla agghindata con le mille pacchianerie in vendita ad ogni angolo della città: cappelloni verdi, bandane, barbe finte, orecchie da elfo. Il nonsense turistico raggiunge il picco con il sedere di gommapiuma che invita a baciare un culo 100% irlandese.
E' famiglie intere che si portano la scala da casa per aumentare la visuale dello spettacolo, sistemando un membro della prole per ogni piolo.
A St. Patrick's Day indosso il cappotto comprato l'inverno scorso in assoluta mancanza di premonizioni, ma il cui colore cade a fagiolo.
Mi stringo alla folla sul marciapiede e allungo il collo per due ore a cercare di scorgere il più possibile degli artisti della parata, poi guardo Marta la Terribile e in un attimo siamo a rianimare le dita congelate nella presa della macchina fotografica con piatti tipici e una pinta. Ma anche dopo la tappa per un tè, c'è ancora troppo freddo nonostante il sole. Scappo a casa dribblando la folla impazzita per le vie del centro, mai sazia di comprare cose nei negozi.

Cammino e rifletto su quello che poi dirà anche lei, cioè che forse l'irlandesità non si presenterà davanti agli occhi come un modo puro di essere. Non oggi, e non certo qui, in mezzo a tutta questa plastica. Sono sempre dannatamente alla ricerca dell'età dell'oro, e così come penso di essermi persa gli anni più sinceri dell'Italia, allo stesso modo provo nostalgia dell'epoca in cui qui i cavalli se ne giravano tranquilli per strada, in mezzo ai bambini che giocavano. Perché, poi? perché ti piace torturarti e struggerti con questi pensieri
Però ho visto uno di quei bambini. Girava per la fiera per mano a sua madre, probabilmente entrambi scesi da un bus che arrivava dal profondo nord di Dublino. Basso, capelli lunghi e scuri, l'orecchino d'oro. La faccia spruzzata dalle lentiggini era rivolta all'insù verso la ruota panoramica e un gran sorriso si allargava a mitigare la sua aria da canaglia. Teneva un palloncino nella mano libera, in pieno contrasto col suo essere già più grande della sua età.
Forse era l'Irlanda che, in mezzo a questo caos di un giorno di festa che non le assomiglia più, si è affacciata per un secondo a farmi l'occhiolino.

rammendato da fraran alle ore 18:21 | link | commenti (6)
categorie: life thru a screen, pecore e nuvole, calzino a dublino
lunedì, 10 marzo 2008

It was storming

questa è di una bellezza sconvolgente e al momento ha preso due locali in affitto nella mia testa

Durante la notte passata c'è stata una tempesta sulla città talmente forte che ha rimosso alcune tegole dal tetto, con effetto acqua gocciolante esattamente in coincidenza del cuscino su cui poggiava la testa della nuova arrivata in casa, una svedese di nome Anna-Lena. Arrivata qui tempo fa solo per scrivere la sua tesi, si è messa a lavorare in una caffetteria, per poi nel giro di poco diventare la manager della catena intera di negozi dello stesso marchio. La giovane ha già dimostrato la sua tempra da ragioniere della Brianza, tale da chiedere a Eugene una documentazione scritta in cui lo stesso dichiarasse ufficialmente di aver preso il deposito da lei in data taldeitali e che quindi ciò la intitolava ad abitare qui e blabla. Una pignoleria che stona con l'ambiente in continuo disfacimento in cui viviamo, a metà tra una puntata di Survivor e un episodio di Lost, come abbiamo saggiamente riflettuto io e Eugene. L'umorismo è la chiave di tutto ci siam detti, dando una pedata a quel cassetto della cucina che non ne vuole sapere di chiudersi.

Ho visto Be Kind Rewind. Devo dire che mi ha un po' deluso, nonostante l'idea di partenza sia ottima e lo sviluppo, anche se abbastanza prevedibile, abbia il merito di essere sostenuto dalle trovate visive d'effetto di quel geniaccio di Gondry. Jack Black poi è presente nella mia lista degli idoli da tempo. Però mmm, manca qualcosa.

Mercoledì ricomincio a lavorare, in un negozio d'abbigliamento a dieci minuti a piedi da casa mia. Le rivoluzioni su casa e lavoro più formativo le ho rimandate a tra qualche mese. Nel frattempo studio, leggo, vado al cinema e faccio quello che chiunque in questo porto di mare fa: cerco nuovi amici, perché quelli che ho non bastano (sono rimpatriati/ sono stati colti da stronzite acuta/ non praticano quello sport chiamato vita sociale / sono impegnati fino al 2030).

E canto: Star star, teach me how to shine, shine...

rammendato da fraran alle ore 18:52 | link | commenti (16)
categorie: life thru a screen, central perk, pecore e nuvole, calzino a dublino
martedì, 04 dicembre 2007

'Cause in my head there's a Greyhound station

on air: Fiorella Mannoia, Il Cielo d'Irlanda.

il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù

E' quasi partenza alla volta dell'Ovest dell'isola. John il Fisico una volta ha provato a convincermi del fatto che l'Irlanda ha la forma di un orsacchiotto che tende pacioso e puccioso le zampine verso l'Oceano Atlantico. Ho ascoltato il tutto senza fiatare ma con una immensa goccia da manga dietro la nuca.
Ad ogni modo, che orsetto sia. Giovedì mattina, armata di giacca antipioggia e fotocamera, sarò alla stazione degli autobus cercando di acchiappare quello giusto per Limerick. Di lì dovrò cambiare con la coincidenza per Killarney, prima tappa della mia prima vacanza da sola. Io che da sola manco vado al cinema perchè non mi piace.
Un viaggio in solitaria può forse essere una buona occasione per delle pulizie di primavera della testa anticipate. O se vogliamo, per quella cosa che mi trovo a fare spesso a fine dicembre, la lista degli obiettivi a cui tendere nel (vano?) tentativo di miglioramento di me stessa, le fonti di entropia vecchie e nuove da arginare, quelle invece di energia pulita da tenersi strette strette ancora un bel po' di tempo a venire.* Ma magari è meglio fare il vuoto cosmico nel cervello e riempirsi le orecchie di  vento, coprirsi di verde e annegare di blu, sperando sia cielo e non pioggia.

Slàn agat!

dovunque tu sia viaggiando con zingari o re, il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te.

(e in attesa del reportage del viaggio, c'è intanto ze flicher aggiornato ad oggi.)

*tema sentito anche nel bresciano, quello dell'entropia e degli scassamaroni: ecco le prove.
rammendato da fraran alle ore 21:45 | link | commenti (4)
categorie: prendi la valigia e scappa, and i m feeling good, pecore e nuvole
sabato, 01 dicembre 2007

Disintossicazione

Ho smesso di controllare compulsivamente il cellulare, anche se non sono d'accordo sul mica puoi pretendere che ti vada bene tutto e subito. Pretendo eccome.

Ho terminato la mia esperienza da Franca e Giovanna (lavoratoriii, prrrr), anche se non mi illudo che la serie dei lavori qualunque che pagano l'affitto termini qua. Ma se ne riparla a gennaio con calma. Nel frattempo

ho concluso tutte le transazioni online che mi permetteranno di salire su un autobus giovedì prossimo e tornare a Dublino solo la settimana seguente ancora. Tappe: Killarney- Cork- Kilkenny, giusto per iniziare.

In compenso ora che ho trovato finalmente dei fagioli in scatola che non sono quelli H*einz, tramortiti nella salsa ketchup, inizierò a cucinare una portentosa past' e fasul' alla ricerca del sapore di casa e di famigghia (meno diciannove).

Calzino è

Blogger: fraran
teledipendente, ipocondriaca, attenta, distratta, logorroica, polemica, predisposta all'autoanalisi, aspirante maniaca ossessiva compulsiva, pigra, permalosa, iperattiva, affidabile, golosa, iraconda, allergica alle gabbie e ai pioppi, Dubliner in erba.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Il bucato pulito

il cinema, la musica, parlare, scrivere bene, leggere, i miei amici, mangiare, la fotografia, dormire col lettore mp3 nelle orecchie, le tavolate coi parenti, ballare, svegliarmi prima del tempo e scoprire che posso dormire ancora tre ore, i calzini a righe, avere un'epifania, gli slip colorati, gli orecchini, stare da sola, la matita kajal nera, quando qualcuno si fida di me, la pizza, lo sfottò amichevole, il momento del decollo, la nutella, infilare i piedi nella sabbia calda, fare il morto con la pancia all'insù, i concerti, il rock e l'indie, viaggiare, fare progetti, scoprire qualcosa di nuovo, ritrovare le cose vecchie, l'ironia, il cinismo fine a se stesso, intontirmi di serial e telefilm, sognare, stare sul divano con la copertina, l'olio dopo la doccia, i mondi possibili, ridere, il pianto liberatorio, il cibo cucinato con affetto, cantare, vaneggiare, l'università, il volume alto, Lodi e la giungla nord tutta, Bologna, Londra, la Scozia e l'Irlanda, mi piace(rebbe) New York, la terra dei miei avi, i Latini molto più dei Greci, la storia, l'inglese, l'Es, La7, i canali satellitari, l'ottimismo, la stessa lunghezza d'onda, il confronto, i cereali nel latte, la frutta estiva, il gelato, la franchezza educata, fare la buffona, l'aceto balsamico, la profondità, la superficie, ricevere complimenti, camminare scalza, ricordare, sentirmi bene nell'hic et nunc.

Nel cesto dei panni sporchi

perdere tempo, non avere soldi, svegliarmi tardi, pensare troppo e agire poco, la paura, il dolore fisico, litigare, gli acciacchi, andare dal dentista, la troppa confidenza, sentirmi sola, la distrazione, la tv della domenica e gli opinionisti, i giornalacci, l'incomprensione e il fraintendimento, l'interruzione dei ponti, mangiare troppo, il minestrone, sudare, il citofono, le grane, il processo di inacidimento, il processo di invecchiamento, la censura, la puzza sotto il naso, il perbenismo, chi ti smonta, il frigo vuoto, le zanzare, la sporcizia e il disordine, l'imbarazzo e il rossore, la strafottenza e la mancanza di rispetto, lasciare i libri a metà, l'indolenza, l'Alzheimer, il pessimismo, parlare col muro, entrare al cinema in ritardo, perdermi il momento, non saper disegnare, essere troppo nostalgica, essere decisamente malinconica, il politically correct, il sanguinaccio, la sabbia nel costume, l'eritema, l'assenza di sfumature, la mancanza di spina dorsale, stare male e non sapere perchè, il tempo che passa.

Verso il Sacro Mapo e oltre


Goditi questo momento in cui non sei nè carne nè pesce. Perchè dopo viene un periodo di merda! (Edi)

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Calzino supports

by viola21

Basta! Parlamento pulito

Questo blog non è un essemmesse!

Contatore

hanno fatto il buco col pollicione *loading* piedi