Sexy come un calzino

un prodotto di nicchia esportato a Dublino
giovedì, 12 giugno 2008

Gone baby gone

L'ho appena visto, ed è un bel film. Sapevatelo. Pacca sulla spalla a Ben Affleck che dirige il notevole Casey Affleck.
Poi per stasera volevo dire una cosa: ho incrociato uno dei Boyzone.
L'altra cosa è che ho un mal di testa che mi uccide e vorrei smettere di pensare per i prossimi sette giorni, per fare una prova e vedere come sarebbe tutto da incosciente.

(you're right, again)

Affondo del piumone, ci si vede né.
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categorie: life thru a screen, pippelandia
martedì, 10 giugno 2008

Francescate # 2 e invito a matrimonio in chiave di sol

Diciamolo, ci sono classici intramontabili. Per quanto le avanguardie e il progresso (e Tim Burton) possano aver allargato gli orizzonti dello scibile, dell'esperibile e dell'immaginario umano, ci sono cose che manterranno intatto il loro fascino eterno. Audrey Hepburn, il panino con la frittata, il nero.
Si converrà che anche nelle figure di merda, il messaggio in cui si parla (e non ci si ricorda in che termini, visto che è stato scritto da sbronzi) di a, destinato a b, ma per motivi oscuri inoltrato a (forse dovevo scegliere un'altra lettera) a, resta un evergreen.

Questa la tesi a sostegno del fatto che aver mandato a OdD un messaggio in italiano su OdD destinato ad altri, in cui riferivo le ultime informazioni avute sul suo conto in previsione del suo crollo ai miei piedi in tempi brevi, sia stata non esattamente una mossa astuta ma sicuramente una buccia di banana su cui gran parte della gente scivola.

Avendo già deciso di verificare se il Nostro ha o non ha googlato, affronterò l'argomento a testa alta. Mica tanto per sondare le reazioni. No no. Quanto piuttosto perché finalmente smetterò di scervellarmi per ricordarmi cosa avevo scritto.
Una volta portato sull'argomento, e in caso abbia tradotto, già pronta la replica a scelta tra:
  1. Sto scrivendo una tua autobiografia non autorizzata (grazie all'ingegnera che ha seguito il dramma in tempo reale)
  2. Lavoro per la Cia e sto raccogliendo informazioni sul tuo conto. Ora che lo sai, ti devo uccidere. Ma se in alternativa preferissi uscire di nuovo con me potrei chiudere un occhio.
  3. Oops, I'm so bloody blonde sometimes (grazie al mio accessorio preferito).
Con tutto ciò, i tempi brevi a cui accennavo prima hanno una data di scadenza: venticinque luglio duemilanove.
Sono invitata ad un matrimonio.
No, non rende l'idea, riprovo.
Si sposa una delle mie migliori amiche e io sono stata investita della carica di testimone. Ieri.
Ora si pone una questione banale quanto si vuole ma di vitale importanza: devo andare a questo matrimonio con un uomo. Per forza. Non esiste che vada non accompagnata. E non solo per la cosa che oddio le mie amiche stanno accendendo mutui come forsennate (e ok, al contempo si sposano pure) ma anche perché al matrimonio saranno presenti ex compagne di università sfigate e insulse che pensano di essere delle fighe. Ovviamente con il loro bell'omino a braccetto. Io so che sono figa e non ho bisogno di conferme, ma mi manca lo status symbol che ai matrimoni va per la maggiore.
Tutto il resto passa in secondo piano, compreso quanto sia morale che vada a testimoniare dell'esistenza di qualcosa che nella mia testa sta tra il mostro di Loch Ness e quei cerchi nei campi di grano.
Ho poco più di un anno per trovare qualcuno (Qualcuno?) e, conoscendomi, avrei avuto bisogno di un più largo preavviso.

Dovessero passare aspiranti candidati da queste parti, dico subito che l'ambaradàn si terrà in una villa sul Garda. Free bar e disco all'aperto. E me, in tiro come non mai.

Mi scuso per il cinismo di cui gronda questo post, posso fare meglio di così. E' che sono a digiuno. Adesso vado a mangiarmi le polpette e sicuramente tornerò la donna pratica e assennata che sono.
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venerdì, 16 maggio 2008

Sperando che il due di picche non ce l'abbia lui

Da ieri notte, ragazzi, qui si gioca a carte scoperte.
Ah sìsì. Eh già.

Che per una che manco sa tenerle in mano, le carte, suona come una cosa importante.

Avendole aperte a ventaglio senza farle cadere- non tutte almeno- e disposte sul tavolo bagnato di acqua condensata, si starà a vedere come si muoverà l'altro.

Vorrei conoscerti meglio, passiamo del tempo insieme le parole più o meno testuali (e con molti meno ehm di mezzo). Più di così non ce la so.
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mercoledì, 30 aprile 2008

To be or not to beetch

on air: questa, che è senz'altro appropriata.

Io guardo loro e loro guardano la Champions. E mi domando: ma il mondo- e gli uomini- appartengono davvero solo alle *stronze*?
*qui chiamate senza tanti complimenti bitches, dove il termine fa diretto riferimento ad ogni sorta di angheria con cui vessano i loro ometti, controllati a vista, tiranneggiati e genuinamente felici dell'amore egocentrico e prepotente di cui sono oggetto.*
C'è ancora mercato per le donne a basso mantenimento, come le chiamava Harry?
Pioverà venerdì? (C'è in ballo una cosa su un prato, venerdì. Se piove, facciamo di conto di tre settimane senza OdD. Che la mia- so called-  vita sentimentale sia in mano al meteo pur vivendo in questo paese dà l'idea di come sia ridotta.)

Si astengano dai commenti stronze note e ometti vessati. Li ritengo contibuti inutili alla campagna  No more on-the-shelf (che mi si è fatta pure tanta polvere addosso eh).
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mercoledì, 02 aprile 2008

Springtime

Siedo sul letto nel mio giorno libero. Mi sto ancora riprendendo dal mix festa di compleanno+ ora legale + scollatura senza sciarpa di sabato scorso (alcuni scatti sul flìcher). La gola brucia, e in casa ho finito le arance e l'acqua.
Al Negozietto tutto bene. Il lavoro è più piacevole e fila via a meraviglia da quando ho orari umani e la possibilità di selezionare la musica in heavy rotation dalle casse.
Gli unici episodi non piacevoli registrati al momento sono: la ragazza con cui a volte divido il turno che si è lamentata della sua SPM con un urlatissimo my boobs hurt nell'ora di punta. Io violacea. Numero due, il tentativo di una vecchina religiosissima di redimere la  pecorella smarrita, fino a che si è allontanata lanciando l'anatema You won't see me anymore but I'll always remember you. Eh, illuminata sulla via dei saldi al 60%. Questa mi mancava.

Comunque siòri e siòre le vere notizie di oggi sono: Ci sono quindici gradi e In Irlanda esistono le api.
Per tutti i miscredenti della primavera irlandese, umpft.

ps: perché gli irlandesi o non rispondono alle mail oppure sì ma tralasciano di rispondere a tutte le domande vitali che avevi posto?
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sabato, 23 febbraio 2008

Give me a chance to hold on

Nelle orecchie: questa

A chilometri da me si sta ancora compiendo l'ennesimo giro di boa di un rapporto che sconvolge ogni volta chiunque abbia a che fare con la boa, il nuotatore e il mare che ci sta attorno.
No, non mi riferisco a George Clooney, alla sua fidanzata fissa e alla sua voglia di paternità. Per quanto anche queste siano dichiarazioni che segnano l'inizio di una nuova era e la fine di un'altra.

Dicevo. Shock emotivi a parte, sto vivendo un po' ai margini questo febbraio a Dublino per necessità di varia natura. Fatto colloquio per tornare ad occuparmi del fumoso (dato il contesto) concetto di fashion per Importante Compagnia di Bandiera Inglese. Ho fatto abbastanza la splendida per pensare che sia andato bene, ma le stone faces mi hanno sempre lasciato perplessa, e la manager che mi ha sottoposto all'estenuante trafila di domande ne era un esemplare. Lunedì so.

Intanto il vento dall'Atlantico si fa sentire, ma non sono le condizioni atmosferiche ad avermi spinto a leccarmi le ferite in solitudine, nelle ultime settimane. E' una questione di orgoglio, di affrontare ciò che ti scuote e risolvere una crisi tra te e quell'altra te armata di revolver, possibilmente senza che la terza te si metta in mezzo con la scatola dei kleenex, offrendone ai presenti mentre tira su col naso. Tutto ciò avviene tra le quattro mura della mia stanza, prima di tornare a mostrare il proprio viso con dei tratti somatici e un'espressione- quella sorridente- che ti riflettono per davvero. Diciamo che il dibattito tra le parti- tutte dotate di ottime argomentazioni- si sta in qualche modo sedando e che la neuro non mi ha ancora trovata.

Nel frattempo parlo più italiano del dovuto, ma mi sono fatta questa concessione in via del tutto eccezionale visto che c'era bisogno di un po' di casa. Concetto che quindi si traduce in un pranzo domenicale di quelli infiniti a base di squisitezze pugliesi e in una festa di compleanno al D-two dove spagnoli, greci e italiani si sono scambiati regali, molto contatto fisico e morsi.

I segni sulla pelle sono l'unica cosa di cui mi sono preoccupata stamattina al risveglio. Ed è stato un sollievo.
rammendato da fraran alle ore 22:28 | link | commenti (8)
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venerdì, 08 febbraio 2008

Thank God It's Friday!

Anche se ancora non ho un lavoro che mi permetta di uscirmene con un graziealcieloèvenerdì mentre coi colleghi si opta per una meritata pinta al pub all'angolo, non posso che essere sollevata dall'arrivo del weekend. Ho la schiena a pezzi, sospetto che la sedia che ho prelevato dalla cucina per piazzarla di fronte alla scrivania non sia esattamente ergonomica.
Il sollievo arriva dal fatto che domani non mi sentirò una nullafacente che non pensa al suo futuro prossimo lavorativo, se decido di non aprire Internet. Chi cerca lavoro è inevitabilmente condizionato dai ritmi di chi un lavoro ce l'ha e che decide se cestinare o meno le mail con allegato l'elenco puntato della vita (quasi per nulla) professionale di chi sta a sorseggiare tè davanti al laptop.
Quindi è solo domattina che, aperti i miei occhi, potrò scendere dal letto, smettere la tutona da svacco domestico e infilarmi qualcosa che dica sono donna, oltre a una disoccupata c'è di più.
Lascerò il pc spento, uscirò e andrò a fare un giro in centro. Magari è la volta che in quel mercato di Moore st. ci arrivo per davvero prima che sbaracchino lasciando solo frutta e verdura marcia per terra. Si vocifera ci siano dei posti dove vendano prodotti italiani, ma non ci credo se non vedo. E poi mi comprerò un giornale, toh, e anche una rivista femminile, se mi gira.
Poi tornerò a casa e dopo pranzo, oibò, mi metterò a stirare. Ho scoperto che ci stanno più cose nei cassetti se le stiro, mica per altro.
La sera andrò a vedere Juno.
Domenica devo scoprire cosa fanno tanti cinesi a Smithfield quando dicono di aver organizzato un festival della Cina.

Scollegatevi, buon weekend.

rammendato da fraran alle ore 20:20 | link | commenti (6)
categorie: pippelandia, and i m feeling good, giovani carini e disoccupati, calzino a dublino
lunedì, 04 febbraio 2008

I wonder how, I wonder why

Eugene è stato preso da un raptus che lo porta a imbiancare qualsiasi cosa inanimata s'abbia in casa- il suo punto di vista sull'argomento si può riassumere in non lo pulisco ma gli dò una passata di vernice che fa lo stesso. Io che oggi a colazione mi alzo dalla sedia e allargando le braccia gli chiedo do you want to paint ME too? l'ho fatto ridere, ma non ragionare sulla pazzia insita nel dare una mano di bianco agli sportelli dei mobili in cucina anzichè usare il caro vecchio Cif.
Tutto ciò avviene mentre io e la mia autostima siamo alle prese con la ricerca lavoro. Anzi, oggi è stato dedicato al capire come cercarlo nel modo migliore. Ho appreso che quella cosa odiosa di telefonare alle compagnie per chiedere se si può spedire il proprio cv in assenza di annunci qui la chiamano cold call. Che mi suona come cold war. Che mi rieccheggia nel cervello come non ce la farò mai.
Ma non basta questa ricerca logorante e densa di dubbi su se stessi e sul mondo circostante, che dovrebbe occupare la mia mente in tutte le ore di veglia e oltre: Lost è ricominciato anche per noi isolani e quindi molti sono i punti interrogativi che rimarranno, come si evince sotto, senza risposta.

franci scrive:
varò!!! madonna!
franci scrive:
ieri sera è ricominciato Lost qui!
franci scrive:
non ho capito un cazzo come al solito
franci scrive:
dovreste farmi un rapido riassunto su
franci scrive:
chi ce l'ha con chi
franci scrive:
chi sta andando dove
franci scrive:
chi sta arrivando e perché
franci scrive:
se Locke e John sono ancora rincoglioniti o se sono rinsaviti
franci scrive:
perchè dovrei guardare una serie con dei flashforwards che in teoria mostrano i personaggi col senno di poi di quel che è successo
franci scrive:
e soprattutto, con chi se la fa Kate in questo periodo.
franci scrive:
ecco se tu e varino potreste illuminarmi su questi punti, grazie.

Ale scrive:
fra!
Ale scrive:
scusa
Ale scrive:
devo scapparissimo
Ale scrive:
a dopo!
franci scrive:
NOOOOOOOOO!
rammendato da fraran alle ore 20:30 | link | commenti (12)
categorie: central perk, pippelandia, a serial mind, giovani carini e disoccupati, calzino a dublino
lunedì, 28 gennaio 2008

Zapping subliminale

Oggi Fratello Fichetto cominciava a lavorare. Mi è venuto a svegliare scuotendomi, mentre sotto braccio teneva l'agenda 2008 intonsa, pronta a riempirsi di impegni e contatti telefonici. Gridava Fantozzi va a lavoro, Fantozzi va a lavoro, ma non ne sono certa. Erano le sette e mezza e credo di avergli detto Bravo, ricambiando la pacca con la mano che annaspava nel vuoto da sotto il piumone. Poi mi sono fatta trascinare di nuovo giù dal mio sonno più pesante del piombo.

Anche mamma oggi ricominciava a lavorare. Finalmente ha trovato qualcosa che la impegni qualche ora al giorno e che forse la farà avvicinare a quel miraggio chiamato pensione.

Mio padre è al suo posto dirigenziale da qualche settimana... e sì, avete fatto bene i vostri conti. Qui l'unica che oggi non faceva una fava sono io.

E quindi tra un invio di curriculum e un altro, così piena di fiducia nel mio potenziale come sono al momento, ogni tanto mollavo il pc e andavo a fare zapping tra i canali di Sky.

Il mio palinsesto mattutino si è così composto:
  • puntata di Friends in cui Chandler è disoccupato e deve trovare assolutamente un nuovo lavoro perché lui e Monica vogliono avere figli (e poi trova uno stage non pagato presso un'agenzia pubblicitaria). Battuta da ricordare, Chandler che al colloquio dice: Ahahaha strano, quando hai detto "non pagato" sembrava intendessi non pagato.
  • puntata di Lolle in cui Lolle è disoccupata e deve trovare assolutamente un lavoro perché non riesce più a pagare l'affitto a Sven, che oltretutto è pure un suo ex che ha reso cornuto. Battuta da ricordare: Devi sempre puntare alla luna, perché mal che vada ti ritroverai tra le stelle.
  • puntata di Sex and the city in cui Charlotte decide di lasciare il suo lavoro per fare la moglie e la mamma. Tutto l'episodio non è che un parlare di quanto il lavoro contribuisca alla realizzazione personale. Battuta da ricordare: la diceva Samantha ma non ha nulla a che vedere con ciò che avviene nel mondo fuori dalle lenzuola.

It was a hard day for an unemployed.

ps: tra due giorni si rivola a Dublino e ci si rimbocca le maniche.
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categorie: life thru a screen, pippelandia, fratello fichetto, giovani carini e disoccupati
lunedì, 14 gennaio 2008

Sà sà sà, un due tre prova

"In musica, un preludio strumentale era originariamente un breve brano suonato in maniera estemporanea, prima dell'esecuzione del pezzo vero e proprio. Si sviluppò probabilmente dalla naturale tendenza di ciascun musicista di scaldare il proprio strumento suonando alcune note prima di iniziare." (Santa Wikipedia)

Nella mia vita, definisco preludio il momento in cui attendo la caduta di una crosta per ritenermi guarita dalla temibile verruca irlandese e ripartire. L'attesa è congeniale alla ricerca del buonumore con cui ero atterrata un mese fa e che è andato perso, forse scivolato gorgogliando nel canale di scolo che c'è tra l'aspettativa del calore umano e il suono della  tivvù in una stanza vuota.
Aspetto, e intanto abbandono la mia perfetta simbiosi con un divano verde di pelle per alzarmi e iniziare a dirmi che adesso è il tempo di se non ci provo nemmeno, avrò già perso. Come una ladra di asciugamani in un albergo, metto via gli istanti da cui ripartire per ritrovare la mia forza, che io non sento ma dicono che c'è. Mi faccio crescere la calma. Mi faccio crescere il coraggio.

post-scriptum sdrammatizzante 1: non immaginavo mi sarei mai trovata a dover cercare crosta sul dizionario per far luce sul mio ritorno a Dublino a chi perplesso si interrogava a tal riguardo (John il Fisico, Eugene e Collega Saudadista). John il Fisico adesso mi chiama pure sweetheart. Detto niente.

post-scriptum sdrammatizzante 2: ricevere un text da una ragazza trentina, ma che abita a Cork, ma alla quale avevo dato ritrovo a Dublino per questi giorni dal testo Hai ufficialmente vinto la medaglia d'oro per il Tiro col Pacco 2008 mi dice tanto sulle conoscenze intrecciate negli ostelli. Che quattro ore passate a ciarlare tra i letti a castello sono state sufficienti per catturare la mia essenza divanata.


rammendato da fraran alle ore 22:48 | link | commenti (8)
categorie: starshollow, pippelandia, prendi la valigia e scappa, giovani carini e disoccupati

Calzino è

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teledipendente, ipocondriaca, attenta, distratta, logorroica, polemica, predisposta all'autoanalisi, aspirante maniaca ossessiva compulsiva, pigra, permalosa, iperattiva, affidabile, golosa, iraconda, allergica alle gabbie e ai pioppi, Dubliner in erba.

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Il bucato pulito

il cinema, la musica, parlare, scrivere bene, leggere, i miei amici, mangiare, la fotografia, dormire col lettore mp3 nelle orecchie, le tavolate coi parenti, ballare, svegliarmi prima del tempo e scoprire che posso dormire ancora tre ore, i calzini a righe, avere un'epifania, gli slip colorati, gli orecchini, stare da sola, la matita kajal nera, quando qualcuno si fida di me, la pizza, lo sfottò amichevole, il momento del decollo, la nutella, infilare i piedi nella sabbia calda, fare il morto con la pancia all'insù, i concerti, il rock e l'indie, viaggiare, fare progetti, scoprire qualcosa di nuovo, ritrovare le cose vecchie, l'ironia, il cinismo fine a se stesso, intontirmi di serial e telefilm, sognare, stare sul divano con la copertina, l'olio dopo la doccia, i mondi possibili, ridere, il pianto liberatorio, il cibo cucinato con affetto, cantare, vaneggiare, l'università, il volume alto, Lodi e la giungla nord tutta, Bologna, Londra, la Scozia e l'Irlanda, mi piace(rebbe) New York, la terra dei miei avi, i Latini molto più dei Greci, la storia, l'inglese, l'Es, La7, i canali satellitari, l'ottimismo, la stessa lunghezza d'onda, il confronto, i cereali nel latte, la frutta estiva, il gelato, la franchezza educata, fare la buffona, l'aceto balsamico, la profondità, la superficie, ricevere complimenti, camminare scalza, ricordare, sentirmi bene nell'hic et nunc.

Nel cesto dei panni sporchi

perdere tempo, non avere soldi, svegliarmi tardi, pensare troppo e agire poco, la paura, il dolore fisico, litigare, gli acciacchi, andare dal dentista, la troppa confidenza, sentirmi sola, la distrazione, la tv della domenica e gli opinionisti, i giornalacci, l'incomprensione e il fraintendimento, l'interruzione dei ponti, mangiare troppo, il minestrone, sudare, il citofono, le grane, il processo di inacidimento, il processo di invecchiamento, la censura, la puzza sotto il naso, il perbenismo, chi ti smonta, il frigo vuoto, le zanzare, la sporcizia e il disordine, l'imbarazzo e il rossore, la strafottenza e la mancanza di rispetto, lasciare i libri a metà, l'indolenza, l'Alzheimer, il pessimismo, parlare col muro, entrare al cinema in ritardo, perdermi il momento, non saper disegnare, essere troppo nostalgica, essere decisamente malinconica, il politically correct, il sanguinaccio, la sabbia nel costume, l'eritema, l'assenza di sfumature, la mancanza di spina dorsale, stare male e non sapere perchè, il tempo che passa.

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