Anche se ancora non ho un lavoro che mi permetta di uscirmene con un graziealcieloèvenerdì mentre coi colleghi si opta per una meritata pinta al pub all'angolo, non posso che essere sollevata dall'arrivo del weekend. Ho la schiena a pezzi, sospetto che la sedia che ho prelevato dalla cucina per piazzarla di fronte alla scrivania non sia esattamente ergonomica.
Il sollievo arriva dal fatto che domani non mi sentirò una nullafacente che non pensa al suo futuro prossimo lavorativo, se decido di non aprire Internet. Chi cerca lavoro è inevitabilmente condizionato dai ritmi di chi un lavoro ce l'ha e che decide se cestinare o meno le mail con allegato l'elenco puntato della vita (quasi per nulla) professionale di chi sta a sorseggiare tè davanti al laptop.
Quindi è solo domattina che, aperti i miei occhi, potrò scendere dal letto, smettere la tutona da svacco domestico e infilarmi qualcosa che dica sono donna, oltre a una disoccupata c'è di più.
Lascerò il pc spento, uscirò e andrò a fare un giro in centro. Magari è la volta che in quel mercato di Moore st. ci arrivo per davvero prima che sbaracchino lasciando solo frutta e verdura marcia per terra. Si vocifera ci siano dei posti dove vendano prodotti italiani, ma non ci credo se non vedo. E poi mi comprerò un giornale, toh, e anche una rivista femminile, se mi gira.
Poi tornerò a casa e dopo pranzo, oibò, mi metterò a stirare. Ho scoperto che ci stanno più cose nei cassetti se le stiro, mica per altro.
La sera andrò a vedere Juno.
Domenica devo scoprire cosa fanno tanti cinesi a Smithfield quando dicono di aver organizzato un festival della Cina.
Scollegatevi, buon weekend.