Sexy come un calzino

un prodotto di nicchia esportato a Dublino
martedì, 08 aprile 2008

We are Scientists @ The Ambassador

Premessa: sono contraria a chi mi poga affianco con una pinta di birra in mano. Non pensavo avrei sentito nostalgia della requisizione dei liquidi e dei tappetti di bottiglia, invece sì.

Comunque a parte il motivo per cui ora ho una maglia e un jeans in attesa di vigorosa lavata, mi sono divertita parecchio. I cancelli erano aperti alle sette e mezzo, ed essendo l'Ambassador un posto piccolo- e avendo i WAS fatto sold out- pensavo che me li sarei visti dal fondo. Invece sono sì arrivata tardi ma tutti erano così presi dalla coda al bar o alla toilette, che me ne sono andata  fischiettando direttamente in seconda fila (dietro la solita montagna umana d'ordinanza. Che non era un uomo, ho scoperto poi).

L'attesa è la stessa ovunque, fa male alla schiena anche se lo spazio vitale c'è. Io e Stephen ci facciamo fracassare i timpani insieme agli altri dal gruppo di supporto, tali Boss Volenti, molto metallari appalla.

Dopo un soundcheck infinito finalmente arrivano i WAS e attaccano con Nobody move, nobody get hurt. Quanto basta per scatenare il delirio e far sì che abbandoni la seconda fila centrale per una più vivibile quinta fila sinistra dove Stephen aveva deciso saggiamente di rimanere fin dall'inizio. Mi sposto e mi gioco per sempre l'uso del mio timpano: son troppo vicina alle casse.
Il batterista della composizione originaria ha lasciato il gruppo per altri lidi- che ignoro- e quindi tra una canzone e l'altra sono il cantante Keith e il bassista Chris a conversare e tenere banco con più o meno improvvisati discorsi demenziali. Keith è chiaramente vittima della indie fashion, reso cieco dal ciuffo traverso stile il vento dell'Oceano Pacifico mi pettinò. Chris invece sembra un informatico trapiantato sul palco per sbaglio dalla Silicon Valley ma è alla lunga quello che dei due risulta il più figo.
A poco dall'inizio il cantante annuncia: Our new album was released on the 17th of March. Brain Thrust Mastery, my mum-says-it's-outstanding.
Ovazioni, alé alé. La pirla qui apprende che c'era un nuovo album in circolazione. Ma del resto non sono mai arrivata ad un concerto sapendo le canzoni, quindi che ve lo dico a fare? L'unica differenza è che qui se vai a caso col labiale, ti sgamano tutti perché l'inglese è piuttosto conosciuto.
Comunque, secondo concerto in terra d'adozione ed è stato good craic. C'è gente che già propone accampamenti in tenda ai principali festival estivi, cioè questo e questo. Attenzione: la lettura delle line-up potrebbe causare vertigini, quella dei prezzi addirittura l'asfissia.
rammendato da fraran alle ore 22:32 | link | commenti (8)
categorie: io sono il mio dj, adolescenza reloaded, we need some live activator, calzino a dublino
giovedì, 22 novembre 2007

The power is on!

Primo concerto sull'isola di elfi, luppolo e sbadigli senza mano a coprire per la sottoscritta. Cliccare sull'immagine per avere l'idea dell'energia buona di The Go! Team.

Non li conoscevo tanto ma adesso ho deciso che da grande voglio andare in tour con loro. Sono troppo belli, positivi, energici, tarantolati, poetici nel loro fare un indie diverso e inusuale, che lascia spazio a fisarmonica a bocca, flauto dolce, armonica, xilofono e banjo. Due batterie. E già qui non ci sarebbe da aggiungere altro.
La cantante canta, balla e saltella tutto il tempo fiera col suo didietro afro e tondissimo (vai così sorella!), indossando collant viola. Che io ho parimenti, e stamattina ci potete giurare che passo le prossime due ore a saltellare sul loro album indossandole. Col mio didietro italiano e tondissimo.
rammendato da fraran alle ore 13:22 | link | commenti (4)
categorie: we need some live activator, and i m feeling good
giovedì, 07 giugno 2007

however much you want me, I swear I'll make you want me more

Prendete due blogger, nel caso specifico l'indigena della situazione e la rocchenrolla, due biglietti per Nutini al Rolling Stone, Lodi e la sua pioggerellina padana e un discreto freddo umido strisciante.
Prendete gli ormoni che fanno la ola di queste due carampane, e l'auto che li contiene tutti. La tangenziale est di Milano traboccante di pendolari stressati, il traffico, le code. La blogger che guida regge con una mano il volante e con l'altra alza un pugno in aria gridando nonmiavretemai. Che i milanesi non ci tengano poi tanto ad averla che scorrazza per la città e parcheggia in venti comode manovre è un altro discorso.
Il Rolling Stone e la fuga laterale. Siamo in mezzo, in seconda fila. E lì inizia il regime del terrore dell'Ari, che inizia a dare istruzioni sulla postura da concerto che le sbarbatelle di 16 anni davanti devono tenere, pena rimozione forzata a cura della stessa Ari.
La blogger indigena nel frattempo si molleggia sulle canzoni dell'attesa (Hilary Duff dopo i Franz Ferdinand no però, eh!) e capta discorsi di gente che si cambia l'età anagrafica perchè a disagio in un contesto così adolescenziale. Si volta, rassicura che ci sono altri 25enni, raccoglie sorrisi e sguardi di conforto.
Dopo la cantante spalla arriva lui, stropicciatissimo.
E vai con tutto These Streets, più qualche cover che ci fa saltare. La mia vicina scozzese, con tanto di cartello Glasgow is in the house, le sa tutte comprese quelle inedite. Volano reggiseni.
Paolino conclude, ed è subito fuga verso l'uscita. Di poster nemmeno più l'ombra, maremma scocciata.
Torniamo, la strada sgombra, Jenny don't be hasty che ci riaffiora a sprazzi sulle labbra, la pioggerellina continua.

-Farei questa vita per sempre, prendere la macchina e andare ai concerti.
-A chi lo dici.

Bistecca e insalata all'una di notte, Fratello Fichetto di ritorno dal nostro personalissimo Bronx lodigiano si unisce a noi.
Visi struccati e chiacchiere intimiste a lume di lampada.

Sveglia, si riparte. Hey, I put some new shoes on and suddenly everything's right...

(per una recensione della serata più accuratamente musicale, leggere qua)

rammendato da fraran alle ore 12:14 | link | commenti (5)
categorie: adolescenza reloaded, we need some live activator, mi dia un due etti di manzo
venerdì, 01 giugno 2007

leaving Bologna, part II

Allora. Intanto devo dire scatole. Scatole, scatole e scatole.

Quelle di cartone che contengono gli ultimi due anni e mezzo della mia vita, certo. Ammassate in quell'angolo della mia stanza ormai spoglia di tutto, culo della Everlast incluso (essì, un altro post in cui scrivo culo). Due anni fondamentali per motivi che i più immagineranno. Due anni che meno male che ci sono stati, non oso pensare alla Francesca che sarei senza questa città, le cose che ho fatto e le persone con cui le ho fatte.

Ma anche scatole che iniziano a vorticare (per usare espressioni educate) quando penso a mia madre che vuole mettere tutto in cantina. Io che rispondo a mia madre che se lo può scordare, che quelle cose me le porto in camera con me. Di nuovo a mia madre che pensa sia peggiorata e non migliorata rispetto a tre anni fa. A mia madre che fa sogni in cui io fumo e lei mi sgrida perchè fumo, ma non sono sua figlia, bensì sua sorella. Omioddio. E me lo viene pure a raccontare.

Per la cronaca, non fumo. Mentre lei faceva di questi incubi, io ero semplicemente ad un concerto a Milano, e di Dolores O'Riordan*, mica dell'Anticristo in terra.

Non so voi, ma io 'sto giugno continuo a vederlo nero.

*stupendo! grazie a chi mi ha permesso di esserci, Lucis alla guida inclusa!

rammendato da fraran alle ore 19:15 | link | commenti (3)
categorie: ti presento i miei, adolescenza reloaded, pippelandia, we need some live activator, il diavolo veste zara
mercoledì, 16 maggio 2007

let's drive to...

Che poi a volte basterebbe solo sapere di poter saltare su una macchina all'ultimo momento e decidere di dirigersi altrove. Sapere di potersi trovare in quella stessa auto con quattro amici, e farsi entrare nei capelli tutto il sole del tardo pomeriggio e l'aria, anche quella che puzza di concime e di cascina.

Sapere che si riderà, che si faranno le ore piccole. In una botta di estroversione, fare ampi cenni di apprezzamento per la t-shirt ad un tizio in moto fermo al semaforo accanto a voi. Camminare a grandi passi in un autogrill in cui non pensavi avresti mai messo piede, e non fare le code perchè non c'è nessuno. A parte voi cinque.

Averlo fatto, sì. Ma sapere di poterlo fare sempre, di avere questa possibilità e che non mancherà mai la voglia di farlo o le persone a cui stringerti un po', renderebbe tutto meno vertiginoso.

rammendato da fraran alle ore 00:07 | link | commenti (2)
categorie: io sono il mio dj, adolescenza reloaded, central perk, everyday night fever, we need some live activator
domenica, 13 maggio 2007

sunday

Concerto dei Bloc Party, ieri sera. Sto meditando attorno alle sensazioni e scusate, ma me le coccolo ancora un po' qui, tra il diaframma e la bocca dello stomaco.

L'ultimo concerto a Bologna. Il primo gruppo della mia educazione musicale tardiva.

Il cd di Silent Alarm di cui Ale mi parlava bene, e che Ele mi ha praticamente messo in mano. Io, Varino e il dvd col batterista (un personaggio) che mangia cose improponibili. "Ma è proprio uno schifoso!" (teoria che ritorna in perfetta RingKomposition anche all'Estragon, ma per motivi di ascelle e di asciugamani).

Kele che, con quel sorriso, è uno spreco immane a cui non ci si può opporre. Grandi, grandi, e britannici anche nel sedare tentativi di massacro femminile nelle prime file.

E però... Non mi avete fatto Sunday:

Heavy night, it was a heavy night
Feels like we've just, come back from the dead
Heavy night, it was a heavy night
I cannot remember what I said to anyone
If we get up now, we can catch the afternoon
Watch the under15's playing football in the park
Let’s sit in St Leonard's on this alcoholic day
We're doing the best, with what we've got

I love you in the morning
When you're still hung over
I love you in the morning
When you're still strung out

I work hard all week and so do you
We deserve to let off some steam
Less orthodox creeping,
We need to rage through all of this life
There might be ones who are smarter than you
That have the right answers that wear better shoes
Forget about those melting ice caps
We're doing the best, with what we've got

I love you in the morning
When you're still hung over
I love you in the morning
When you're still strung out

When I'm with you, I am calm
A pearl in your oyster
Head on my chest a silent smile
A private kind of happiness
You see giant proclamations
Are all very well
But our love is louder than words

I love you in the morning.

rammendato da fraran alle ore 16:20 | link | commenti (1)
categorie: we need some live activator, portici e nuvole
sabato, 12 maggio 2007

holy words

Lord give me grace and dancing feet
And the power to impress
Lord give me grace and dancing feet
Let me outshine the moon

Is it so wrong to crave recognition?
Second best, runner-up
Is it so wrong to want rewarding?
To want more than is given to you?
Than is given to you

Tonight make me unstoppable
And I will charm, I will slice
I will dazzle them with my wit
Tonight make me unstoppable
And I will charm, I will slice
I will dazzle, I will outshine them all

Standing on the packed dance floor
Our bodies thrown in time
Silent on the weekdays
Tonight I claim what's mine.

The Prayer, Bloc Party



lunedì, 02 aprile 2007

disaster movie :-)

Pastina dice che una festa riesce quando lascia morti e feriti sul campo.
Ergo, è stata una bella festa, soprattutto considerando che la prima vittima è stato Varone, caduto malato 12 ore prima che tutto avesse inizio e che quindi ci è rimasto vicino col cuore e col suo stomaco sopraffatto da via Broccaindosso.

Dopo giorni di tensione e minuti di panico organizzativo superati al grido di chisenefotte, siamo approdati in Castelfranco per le libagioni e i baccanali. Amici e parenti accorsi hanno iniziato a dare il meglio del loro meglio già dal primo bicchiere di sangria valenciana e gin lemon pesante ad opera dei due baristi d'eccezione, Manel e Fratello Fichetto, dando luogo a siparietti e scene comiche da manuale.
I Funky Rocks, ospiti musicali, sono stati grandi e apprezzati a furor di popolo. Varino dj si stava giusto scaldando quando il mio pc è caduto in coma vigile, e a tutt'oggi non ha ancora dato segni di ripresa*. Sta meglio invece, per coloro che se lo stessero domandando, il tipo con la coda che è collassato dopo solo un'ora dall'inizio, andandosi poi a sdraiare sul divanetto alla sinistra della consolle. Si chiama Andrea, ho appreso, studia a Milano e vi saluta.
Menzione d'onore a Filippo, moroso di Cugina Silvia (da Montepulciano con furore). Cugina dichiarerà in ripetute occasioni: "Cuggi, mi sta fascendo fa' scerte figure di mmmerda!!".
Altro ricordo merita Domenico: quello che ha cantato la hit del momento, My potato bag, che voleva spogliarsi e subito dopo buttarsi nel laghetto vicino al casolare. Sì insomma, lui, chi c'era ha capito. (grande domè!)
Infine, menzione per l'insormontabile Sardina, che verificava bicchiere in mano che tutti sapessero che lei era la Sardina, appena prima di farsi cogliere dalla gnòla triste. Sardina, l'altro pranzo dddonne lo facciamo presto, tranquilla.

Personalmente vorrei ringraziare tutti coloro che sono venuti sfidando le distanze e la stanchezza e in particolare i tre ingegneri che hanno piantato le fiaccole, mio cugino che mi ha dato una mano enorme e Fratello, rompicoglioni ma efficiente finchè ce l'ha fatta.
Ari e Costi, donne pratiche e col sorriso pronto. Varino e Manel che si sono sbattuti un sacco. Pastina che mi prelevava di peso per i Subsonica...e tutti ma proprio tutti, sì. Mi sono divertita e sono stata proprio bene in mezzo a voi. Grazie.
Resta solo un unico problema: le forme di Grana e mortadella avanzate chi se le mangia adesso? (per gli alcolici no problem, i coinquilini mi hanno promesso che si immoleranno volentieri)
Domani parto per la Terra degli avi, nel mio consueto assetto di Ragazza in solitudine e singletudine consapevole con valigia in mano. E sto bene, per oggi il dopo non mi spaventa.

La Tappa ha appena trovato i regali di laurea per lei nascosti in camera sua e saluta i miei invitati. Io saluto i suoi di passaggio qui. Buone uova a tutti.

*è per questo e per una sana disintossicazione dalla virtualità che scompaio per un po' da emmessenne e aggiornerò calzinosexy quando posso da altrui pc.

rammendato da fraran alle ore 16:30 | link | commenti (6)
categorie: everyday night fever, we need some live activator
sabato, 31 marzo 2007

ametista al dito

Lo consigliava ieri il mio oroscopo di City, per darmi maggior benessere. Non sarebbe servito, niente mi fa stare meglio come rimettere i piedi nella mia casetta di legno.
Ale è tornato, e tra qualche ora con lui andremo a festeggiare ciò che ufficialmente c'è da festeggiare. C'è tanto altro, ma sono quelle cose che hanno valore per davvero solo per me, e me le tengo qui dentro.
Prosit!
mercoledì, 14 marzo 2007

mi dia un due etti di sputtanamento

C'è stato chi ha pensato che per motivazioni plausibili per tirare bidone alla mia festa di laurea et compleanno intendessi qualcosa come questo: "quel sabato sera c'è la veglia della Giornata Mondiale della Gioventù...per la quale vado a cantare. E' vero che la veglia potrei saltarla, ma ad essere sincera non me la sentirei di venire a Bologna...non in queste settimane che arrivo al sabato sera stanchissima ed è già capitato che non avessi la forza neanche di uscire qui in Lodi."

Riposati, mi raccomando.


rammendato da fraran alle ore 19:05 | link | commenti (9)
categorie: we need some live activator, il diavolo veste zara, save the last degree

Calzino è

Blogger: fraran
teledipendente, ipocondriaca, attenta, distratta, logorroica, polemica, predisposta all'autoanalisi, aspirante maniaca ossessiva compulsiva, pigra, permalosa, iperattiva, affidabile, golosa, iraconda, allergica alle gabbie e ai pioppi, Dubliner in erba.

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Il bucato pulito

il cinema, la musica, parlare, scrivere bene, leggere, i miei amici, mangiare, la fotografia, dormire col lettore mp3 nelle orecchie, le tavolate coi parenti, ballare, svegliarmi prima del tempo e scoprire che posso dormire ancora tre ore, i calzini a righe, avere un'epifania, gli slip colorati, gli orecchini, stare da sola, la matita kajal nera, quando qualcuno si fida di me, la pizza, lo sfottò amichevole, il momento del decollo, la nutella, infilare i piedi nella sabbia calda, fare il morto con la pancia all'insù, i concerti, il rock e l'indie, viaggiare, fare progetti, scoprire qualcosa di nuovo, ritrovare le cose vecchie, l'ironia, il cinismo fine a se stesso, intontirmi di serial e telefilm, sognare, stare sul divano con la copertina, l'olio dopo la doccia, i mondi possibili, ridere, il pianto liberatorio, il cibo cucinato con affetto, cantare, vaneggiare, l'università, il volume alto, Lodi e la giungla nord tutta, Bologna, Londra, la Scozia e l'Irlanda, mi piace(rebbe) New York, la terra dei miei avi, i Latini molto più dei Greci, la storia, l'inglese, l'Es, La7, i canali satellitari, l'ottimismo, la stessa lunghezza d'onda, il confronto, i cereali nel latte, la frutta estiva, il gelato, la franchezza educata, fare la buffona, l'aceto balsamico, la profondità, la superficie, ricevere complimenti, camminare scalza, ricordare, sentirmi bene nell'hic et nunc.

Nel cesto dei panni sporchi

perdere tempo, non avere soldi, svegliarmi tardi, pensare troppo e agire poco, la paura, il dolore fisico, litigare, gli acciacchi, andare dal dentista, la troppa confidenza, sentirmi sola, la distrazione, la tv della domenica e gli opinionisti, i giornalacci, l'incomprensione e il fraintendimento, l'interruzione dei ponti, mangiare troppo, il minestrone, sudare, il citofono, le grane, il processo di inacidimento, il processo di invecchiamento, la censura, la puzza sotto il naso, il perbenismo, chi ti smonta, il frigo vuoto, le zanzare, la sporcizia e il disordine, l'imbarazzo e il rossore, la strafottenza e la mancanza di rispetto, lasciare i libri a metà, l'indolenza, l'Alzheimer, il pessimismo, parlare col muro, entrare al cinema in ritardo, perdermi il momento, non saper disegnare, essere troppo nostalgica, essere decisamente malinconica, il politically correct, il sanguinaccio, la sabbia nel costume, l'eritema, l'assenza di sfumature, la mancanza di spina dorsale, stare male e non sapere perchè, il tempo che passa.

Verso il Sacro Mapo e oltre


Goditi questo momento in cui non sei nè carne nè pesce. Perchè dopo viene un periodo di merda! (Edi)

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